Bando Selfiemployment di Invitalia: cos’è, come funziona e come fare domanda

Bando Selfiemployment di Invitalia: cos’è, come funziona e come fare domanda
Ultima modifica Settembre 13, 2021

Un grande aiuto per le piccole iniziative imprenditoriali arriva da Selfiemployment, una misura a sostegno di alcune categorie di persone gestita dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A (Invitalia), che prevede prestiti a tasso zero fino a 50mila euro. Un incentivo molto interessante per finanziare le iniziative imprenditoriali promosse sull’intero territorio nazionale dai NEET, dalle donne inattive e dai disoccupati di lungo corso.

Una grande opportunità per entrare nel mondo del lavoro riservata a queste particolari categorie. Ma scendiamo nel dettaglio per spiegarti bene cos’è, come funziona e come fare domanda per partecipare all’agevolazione prevista con Selfiemployment di Invitalia. Ecco quindi nei paragrafi successivi quello che c’è da sapere.

INDICE
  1. Selfiemployment di Invitalia: cos’è
  2. Selfiemployment di Invitalia: soggetti ammessi al finanziamento
  3. Selfiemployment di Invitalia: come funziona
  4. Selfiemployment di Invitalia: come fare domanda

Selfiemployment di Invitalia: cos’è

Il Selfiemployment è una misura ideata per finanziare l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali mediante la concessione di prestiti a tasso zero fino a 50mila euro. Alla misura a sostegno della piccola imprenditoria possono accedere i giovani italiani non impegnati nello studio, né nella formazione e neanche nel lavoro (NEET), le donne inattive e i disoccupati di lungo corso.

Tipi di finanziamenti validi per l’intero territorio nazionale e distribuiti grazie alle risorse del Fondo Rotativo Nazionale Selfiemployment, la cui gestione è di competenza dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A (Invitalia). Risorse stanziate nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, utili per promuovere l’inserimento di alcune categorie di persone nel mondo dell’imprenditoria e del lavoro. Le domande di prestito sono esaminate a seconda dell’ordine temporale di arrivo, senza cioè la stesura di alcuna graduatoria. Dalle ore 12,00 dello scorso 22 febbraio è possibile inviare la domanda per partecipare al nuovo Selfiemployment.

Selfiemployment di Invitalia: soggetti ammessi al finanziamento

Per fare domanda per partecipare a questa forma di finanziamento devi essere residente in Italia ed appartenere a una delle categorie seguenti:

-NEET, soggetti maggiorenni che all’atto di presentare l’istanza di partecipazione hanno effettuato l’iscrizione al Programma Garanzia Giovani entro il compimento del 29esimo anno e liberi da ogni altro impegno di lavoro, di studio e di formazione;

-donne inattive, donne che all’atto della domanda non sono occupate in altro lavoro;

-disoccupati di lungo corso, soggetti che all’atto di presentare la domanda non sono occupati in altro lavoro e che hanno provveduto a presentare la DID (Dichiarazione Disponibilità al Lavoro) da almeno un anno.

Contrariamente ai NEET, i disoccupati e le donne inattive non hanno l’obbligo dell’iscrizione al Programma Garanzia Giovani.

Selfiemployment di Invitalia: come funziona

Una volta compresa bene la natura e lo scopo reale di questa forma di prestito a tasso zero, ti spiego nel dettaglio come funziona. Con tale misura vengono finanziati al 100%, con una somma compresa tra i 5mila e i 50mila euro, i progetti imprenditoriali che rispondono a determinati requisiti. Se sei seriamente interessato al finanziamento devi sapere che puoi fare richiesta di:

-microcredito, da 5mila a 25mila euro;

-microcredito esteso, da 25mila001 a 35mila euro;

-piccoli prestiti, da 35mila001 a 50mila euro.

Una vera e propria grande opportunità se sei una persona appartenente a una delle categorie previste per l’accesso al prestito, in quanto trattasi di forme di agevolazioni senza garanzie, senza interessi e con un piano di rimborso previsto di sette anni. Inoltre, le rate mensili previste dal piano di rimborso, partono solamente dopo un anno dall’erogazione del finanziamento. Un’ulteriore agevolazione per promuovere le iniziative imprenditoriali da parte delle categorie interessate.

Arrivati a questo punto ti starai chiedendo, ma quali attività vengono finanziate con la misura Selfiemployment di Invitalia? Una lecita domanda che merita una pronta e completa risposta per sgombrare il campo da ogni dubbio. Da questo punto di vista, devi sapere che con questa misura vengono finanziati i progetti nel campo della produzione dei beni, commercio e fornitura di servizi. Una misura quindi ad ampio raggio che interessa il campo delle energie rinnovabili, il settore turistico, il campo dell’agricoltura, i servizi ricreativi e culturali, per l’ambiente, per le imprese, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, i servizi multimediali, dell’informazione e della comunicazione.

Non rientrano invece tra le attività finanziabili con Selfiemployment di Invitalia la pesca e il settore agricolo relativamente alla produzione primaria.

Inoltre è bene che tu sappia che, ovviamente, non tutte le spese rientrano tra quelle finanziabili, ma solamente alcune. Le spese ammesse a questa tipologia di finanziamento a tasso zero sono le seguenti:

-spese da effettuare per l’acquisto di macchinari e attrezzature;

-spese per software e hardware;

– spese da sostenere per l’affitto di immobili, per la gestione dei servizi informatici, per le utenze, per la gestione delle retribuzioni, per le materie prime, per le polizze assicurative e per il materiale di consumo.

Qualunque altro costo non previsto dalla misura in questione resterà invece tagliato fuori dalle spese ammissibili. Ecco perché è sempre buona regola informarsi prima e, solamente dopo un quadro completo e chiaro della situazione, conviene avviare le pratiche del caso. In parole ancora più semplici, essere ammessi all’agevolazione e sostenere dei costi non previsti sarebbe pura follia, un errore assolutamente da non commettere.

Selfiemployment di Invitalia: come fare domanda

Per partecipare all’agevolazione devi inviare l’istanza, completa della documentazione prevista, solamente in modalità online. Non sono ammesse infatti altre forme di invio, pena il rigetto della domanda. Per poter procedere con l’invio telematico della domanda devi registrarti correttamente ai servizi di Invitalia, segnalando con estrema esattezza un indirizzo PEC.

Dopo aver effettuata la registrazione, puoi fare accesso all’area riservata per procedere finalmente con la compilazione online della domanda. Per ultimare il processo devi però necessariamente essere in possesso non solo di una PEC (Posta Elettronica Certificata) ma anche della firma digitale.

Una volta inoltrata, la tua e le altre domande saranno valutate dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa secondo l’ordine cronologico di arrivo e fino alla fine delle risorse stanziate e disponibili. Ultimato l’accertamento formale dei requisiti posseduti e dichiarati nella domanda, l’Invitalia procederà con l’esame delle competenze gestionali e tecniche dei richiedenti e alla valutazione del progetto in base alla sostenibilità finanziaria. Entro il termine di sessanta gg. dall’inoltro dell’istanza, Invitalia comunicherà l’ammissibilità o meno all’agevolazione.

Come ultima raccomandazione, se sei realmente interessato alla cosa, ti suggerisco di inviare al più presto la domanda e di compilarla con molta attenzione per non perdere questa buona occasione. Dunque, se hai una grossa attitudine per il campo imprenditoriale e hai seriamente la volontà di metterti in gioco, prova a fruire del prestito a tasso zero previsto da Selfiemployment, la misura gestita dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.