Finanziamenti a fondo perduto per crowdfunding: il bando Smart Money

Finanziamenti a fondo perduto per crowdfunding: il bando Smart Money
Ultima modifica Settembre 13, 2021

Se cerchi finanziamenti a fondo perduto per avviare una campagna di crowdfunding, leggi attentamente questo articolo in cui ti parlo del bando Smart Money.

Smart Money è un incentivo a fondo perduto per complessivi 9,5 milioni di euro, messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia. Le agevolazioni sono previste per le start-up innovative e permettono di acquistare servizi offerti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Rientrano tra le voci di spesa ammesse anche quelle relative all’avviamento di campagne di equity crowdfunding.

L’incentivo si sviluppa in due forme di contributo a fondo perduto che permettono di ottenere complessivamente al massimo 40.000 euro per impresa.

INDICE
  1. Che cos’è Smart Money
  2. Che cosa può essere finanziato
  3. I contributi a fondo perduto per acquistare servizi da incubatori ed enti abilitati
  4. Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative
  5. A chi si rivolge Smart Money
  6. Quali sono gli enti abilitati a fornire i servizi

Che cos’è Smart Money

Smart Money è un incentivo messo a disposizione per le start-up innovative italiane e per persone fisiche in possesso di un’idea di mercato che potrebbe dar vita a una nuova start-up innovativa. In particolare, si pone quale principale obiettivo quello di facilitare l’interazione tra start-up presenti sul territorio italiano e gli incubatori, gli acceleratori e altri enti abilitati a fornire determinati servizi utili al loro progetto di investimento.

Per incubatori, si intende un’organizzazione in grado di offrire supporto tecnico per accelerare il processo di creazione di nuove imprese fornendo loro servizi integrati che includono sia spazi fisici sia supporto allo sviluppo. Smart Money è dunque uno strumento molto importante per il lancio di una nuova attività innovativa ma anche per consentire, a imprese in difficoltà in virtù dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, di superare questo drammatico periodo che ha colpito in maniera trasversale il tessuto economico italiano e internazionale.

Con Smart Money si vuole anche offrire nuovi strumenti di crescita per le imprese che vogliono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato, e proporsi in maniera importante sul proprio mercato di riferimento.

Entrando maggiormente nelle dinamiche di questo incentivo, esso è rivolto a quelle attività che si trovano nella fase di avviamento e vogliono avere a disposizione un contributo a fondo perduto per acquistare servizi forniti da enti abilitati. Tra l’altro, in una seconda fase, le start-up possono anche accedere ad una seconda forma di contributo a fondo perduto purché abbiano effettuato un investimento in equity nel capitale sociale, ossia messo a disposizione dai vari soci. Complessivamente il Ministero dello Sviluppo Economico con la gestione di Invitalia, ha messo a disposizione un incentivo per complessivi 9,5 milioni di euro per questa iniziativa.

Che cosa può essere finanziato

Smart Money offre alle start-up due forme di finanziamento di cui poter fruire. La prima è un contributo a fondo perduto che permette di acquisire e utilizzare dei servizi forniti dalla cosiddetta rete degli incubatori o di altri enti abilitati. La seconda forma di supporto, invece, è incentrata su investimenti nel capitale di rischio.

I contributi a fondo perduto per acquistare servizi da incubatori ed enti abilitati

Sono diversi i servizi ammissibili per cui si può ottenere il contributo a fondo perduto. Nello specifico, la richiesta può essere effettuata per quanto riguarda la gestione della proprietà intellettuale (la tutela giuridica dei beni immateriali ossia i frutti dell’attività creativa e inventiva umana), la consulenza organizzativa operativa e strategica, lo sviluppo e lo scouting di nuove tecnologie, la prototipazione, il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale e i lavori preparatori per campagne di crowdfunding.

In aggiunta, è necessario che le imprese abbiano presentato progetti di sviluppo che soddisfino dei requisiti specifici. In primo luogo, devono contenere un’idea innovativa che dovrà essere presentata sul mercato di riferimento e che poi dovrà essere opportunamente dettagliata, in una seconda fase. Inoltre, i progetti presentati devono puntare soprattutto sul valore delle competenze tecnologiche e manageriali di cui la stessa impresa dispone.

Infine, il progetto deve essere in una fase di sviluppo abbastanza avanzata per cui sia possibile anche effettuare un test di mercato con lo sviluppo di un prototipo o con qualche soluzione similare.
Secondo il bando, l’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto per un importo massimo del valore di 10.000 euro che peraltro non deve superare il 80% delle spese ammissibili. La presentazione della domanda per le spese da sostenere deve essere effettuata entro i 18 mesi successivi all’ammissione.

Investimenti nel capitale di rischio delle start-up innovative

Questa seconda forma di sostegno viene concessa soltanto alle aziende che sono riuscite a soddisfare tutti i vincoli previsti dalla prima forma, ossia quella dei contributi a fondo perduto da 10.000 euro. Si tratta ugualmente di un contributo a fondo perduto destinato alle start-up ma che hanno ricevuto capitale di rischio da parte di enti abilitati e investitori di vario genere.

L’operazione deve essere effettuata in equity (non sono ammesse le campagne rewards e senza il supporto di piattaforme che si occupano di equity crowdfunding) con importo superiore a 10.000 euro ma non può raggiungere la quota di maggioranza del capitale sociale. In aggiunta, bisognerà anche garantire una permanenza per almeno 18 mesi dell’operazione stessa. Per questa tipologia di contributo a fondo per tutto, è previsto un supporto massimo di 30.000 euro nella misura massima del 100% dell’investimento.

A chi si rivolge Smart Money

Il contributo a fondo perduto previsto con le due forme evidenziate nel precedente paragrafo, è destinato alle start-up innovative che sono in attività da meno di 2 anni. Un vincolo imprediscindbile è quello dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese ed ovviamente devono avere la loro sede legale in Italia. Ci sono restrizioni specifiche anche per quanto riguarda la grandezza delle aziende, in particolare devono essere di piccole dimensioni e trovarsi in fase di avviamento, sperimentazione oppure nella fase di test di mercato.

Da sottolineare che il bando offre anche a persone fisiche, l’opportunità di richiedere e ottenere un finanziamento a condizione che, successivamente, si vada a costituire una società (start-up) entro i 30 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni. Insomma, se qualcuno ha una idea vincente che può essere attuata, se viene accolta c’è l’opportunità, per l’ideatore, di dare seguito con un primo fondamentale passo rappresentato dalla costituzione della società e magari importanti risorse grazie a Smart Money.

Quali sono gli enti abilitati a fornire i servizi

Il principale scopo per cui è stato istituito questo contributo a fondo perduto è che le start-up lo utilizzino per acquistare dei servizi che vengono resi da alcuni enti abilitati. Nello specifico si parla di tre tipologie di enti. Innanzitutto, rientrano in questa categoria gli incubatori certificati e acceleratori.

Secondo la definizione coniata dalla Commissione Europea, si parla di incubatore di impresa quando si è in presenza di un’organizzazione capace di offrire servizi che permettono di accelerare il processo di creazione di nuove imprese.
La seconda categoria di enti abilitati è quella che fa riferimento alle cosiddetto Innovation Hub. Rappresentano una vera e propria porta di accesso per consentire alle imprese di entrare a far parte della cosiddetta Industria 4.0. Aiutano, dunque le imprese nella loro trasformazione digitale e quindi a poter interagire al meglio all’interno di un ecosistema basato sull’innovazione.

Ultima categoria di enti abilitati per offrire servizi per il contributo a fondo perduto Smart Money messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico per complessivi 9,5 milioni di euro, sono gli organismi di ricerca. Da sottolineare che per quanto riguarda la seconda fase del contributo a fondo perduto ossia quella individuata dai 30.000 euro massimi a disposizione, rientrano anche nella categoria degli enti abilitati i business angels e gli investitori qualificati.

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