Fondo Pensione: Rischi e benefici in 9 punti

Il fondo pensione è uno strumento di accantonamento rientrante nella categoria delle pensioni integrative che permette di ottenere un notevole risparmio fiscale.

Questo risparmio però ha dei limiti che vanno assolutamente approfonditi prima di fare qualsiasi sottoscrizione.

I fondi pensione presentano limiti, rischi ma anche benefici.

Scopriamoli assieme nei prossimi paragrafi.

 

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1) I VANTAGGI FISCALI DEL FONDO PENSIONE:

I versamenti nel fondo sono deducibili per un ammontare annuo massimo di 5.164,57 euro con un beneficio fiscale che dipende dalla aliquota marginale IRPEF

Le aliquote IRPEF sono le seguenti:

  • Fino a 15.000 23%
  • Da 15.000 A 28.000 27%
  • A partire da 28.000 A 55.000 38%
  • Da 55.000 A 75.000 41%
  • Oltre 75.000 43%

Quindi se ad esempio ti trovi nella fascia 28.000 – 55.000 versando la somma di 5.164 euro, avresti un risparmio fiscale di 1.962 euro che vai a recuperare con la prossima dichiarazione dei redditi.

In pratica è come se facessi un investimento ottenendo un rendimento del 38% l’anno dopo.

In più le plusvalenze, ovvero i guadagni dell’investimento, hanno una tassazione agevolata al 20% anziché al 26%.

Però non è tutto oro quello che luccica e se è vero che un fondo di previdenza offre grandi opportunità fiscali, è altrettanto vero che ci sono una serie di vincoli che devono compresi per bene.

2) ANTICIPAZIONI E RISCATTI DEI FONDI PENSIONE:

Puoi chiedere il rimborso totale del fondo solo nei seguenti casi*:

1) In caso di disoccupazione, mobilità e cassa integrazione a zero ore da almeno 12 mesi (50% della posizione);

2) Disoccupazione da almeno 4 anni (riscatto totale);

3) In caso di invalidità permanente che riduca la capacità di lavoro a meno di un terzo e per un periodo ti tempo superiore a 48 mesi (riscatto totale)

4) In caso di morte (riscatto totale da parte degli eredi o beneficiari designati).

Si può richiedere un anticipo nei seguenti casi:

– SPESE SANITARIE: in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75%, per spese sanitarie conseguenti a situazioni gravissime attinenti a sé, al coniuge o ai figli, per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche;

– PER ACQUISTO PRIMA CASA O RISTRUTTURAZIONE: Purché decorsi otto anni di iscrizione a forme pensionistiche complementari. L’importo non deve essere superiore al 75%.

– SENZA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE: decorsi otto anni di iscrizione a forme pensionistiche complementari, per un importo non superiore al 30%.

 

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3) TASSAZIONE DEI FONDI PENSIONE IN FASE DI RISCATTO E ANTICIPO

Purtroppo la fiscalità in Italia è sempre un po’ complicata, quindi non posso limitarmi a scrivere una sola frase ma cercherò di essere più chiaro possibile:

I fondi pensione sono soggetti ad una ritenuta fiscale sull’ammontare dell’investimento.

La ritenuta fiscale viene calcolata su tutto l’ammontare del fondo pensione ed ha una tassazione che parte dal 15 o dal 23 percento a seconda dei casi.

3A) Tassazione al 15%: In caso di inoccupazione, decesso dell’aderente e anticipazione per spese sanitarie.

3B) Tassazione al 23%: Per tutti gli altri casi di anticipazione e riscatto.

Tuttavia dopo 15 anni di permanenza nelle forme pensionistiche complementari, si attiva una riduzione dello 0,3% ogni anno fino a raggiungere il 9%.

In caso di riscatto fondo pensione per spese mediche dopo 20 anni, l’aliquota sarà:

15% aliquota base – (5 anni * 0,30) = 15-1,5= 13,5%

Se dopo 20 anni hai maturato ad esempio 100.000 euro pagherai quindi 13.500 euro di tasse.

4) DOVE INVESTE IL FONDO PENSIONE

anziani si tengono per mano ed intorno a loro un salvadanaio ed i soldi

Chi vuole accantonare delle somme nel fondo previdenziale può scegliere le seguenti classi di rischio:

– Garantito: offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato al verificarsi di determinati eventi (ad esempio, al momento del pensionamento). Tipico investimento a forma garantita è il fondo parametrato al tfr.

– Monetario: investe in obbligazioni a breve termine con scadenza non superiore ad un anno;

– Obbligazionario;

– Bilanciato: in genere è costituito dal 50% azioni e 50% obbligazioni;

– Azionario.

4A) QUALI COMPARTI SCEGLIERE IN FUNZIONE DEGLI ANNI RESIDUI ALLA PENSIONE?

– Fino a 5 anni alla pensione: è consigliabile fare i fondi garantito e monetario;

– Da 5 a 10 anni: obbligazionario

– Da 10 a 15 anni: bilanciato.

– Oltre 15 anni: azionario.

E’ possibile, anzi consigliabile scegliere un mix di questi.

La scelta di un investimento a maggior contenuto azionario comporta più oscillazioni degli investimenti ma allo stesso tempo rendimenti potenzialmente più elevati nel lungo periodo.

Tuttavia questa decisione deve essere sempre confrontata con la propensione al rischio.

5) PRESTAZIONE DEL FONDO PENSIONE

La prestazione può essere percepita sotto forma di:

A) Capitale;

B) Rendita.

Sotto forma di capitale ricevi tutti i soldi subito.

Nel caso della prestazione sotto forma di rendita esistono diverse tipologie:

Rendita vitalizia corrisposta all’assicurato finché è in vita;

– Rendita vitalizia all’assicurato finché è in vita e successivamente una rendita reversibile ad una persona da lei designata;

In genere è anche possibile mixare le due soluzioni.

 

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Puoi richiedere un anticipo sulle somme accantonate, fino al 75% del fondo per comprare la prima casa o per spese mediche

 

6) TRASFERIMENTO FONDO PENSIONE

E’ possibile trasferire il fondo pensione ad altra forma pensionistica solo dopo due anni di permanenza del fondo.

7) COSA SUCCEDE IN CASO DI FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ DI GESTIONE DEL FONDO PENSIONE?

Il patrimonio del fondo pensione è separato ed autonomo rispetto al patrimonio della società.

Quindi se la società fallisce i soldi da versati non possono essere intaccati dai creditori.

8) SI PUO’ CONTINUARE A VERSARE ANCHE DOPO LA PENSIONE?

continuare a fare versamenti in un fondo

Non puoi più sottoscrivere un fondo pensione quando hai raggiunto l’età pensionabile.

Puoi invece fare versamenti aggiuntivi se hai sottoscritto un fondo pensione almeno un anno prima di aver raggiunto l’età pensionabile.

Si parla di età pensionabile non di pensione.

Quindi se ricevi la pensione ma non hai l’età pensionabile puoi comunque accendere una forma pensionistica complementare.

Ad esempio se aderisci ad un fondo e dopo 11 mesi vai in pensione, non può più fare versamenti aggiuntivi.

Invece se hai fatto il fondo pensione e dopo un anno e un giorno raggiungi l’età pensionabile, puoi continuare a fare versamenti anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile.

Anche nel caso dei pensionati, puoi riscattare il fondo pensione decorsi almeno 5 anni di partecipazione al fondo pensione o comunque a forme pensionistiche complementari (1)

9) COME E DOVE FARE I VERSAMENTI

I versamenti possono essere fatti attraverso l’accantonamento del TFR oppure facendo un versamento volontario dal conto corrente.

Puoi decidere se effettuare:

– Versamenti periodici (es. mensile, annuale ecc…)

– Versamenti a richiesta.

– Entrambi le cose insieme.

Ogni scelta effettuata è modificabile nel tempo.

Se sospendi o smetti di fare i versamenti, il fondo pensione resta comunque in piedi senza alcuna modifica contrattuale.

 

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