Miglior conto corrente aziendale: i tre pilastri da considerare

Il miglior conto corrente aziendale è davvero quello che costa meno?

Direi proprio di no, o meglio il costo è una variabile come altre ma non deve rappresentare l’unico elemento da valutare.

Quindi, cosa devi prendere in considerazione per scegliere il migliore conto per la tua attività?

Lo scopriremo assieme nei prossimi paragreafi 😉

1) Solidità della banca

miglio conto corrente aziendale

Perché è importante avere il conto aziendale in una banca solida?

Non di certo per evitare di perdere i soldi che ci sono sul conto.

Lascia perdere queste propagande giornalistiche, perché il motivo è un altro.

Una banca solida è una banca con della liquidità che sarà probabilmente più propensa a finanziare la tua impresa.

Inoltre è capitato spesso, e ancora capiterà, che banche in difficoltà abbiano mandato raccomandate di revoca del fido alle aziende senza alcun preavviso.

Quindi, la prima regola è quella di avere il proprio conto in una banca disposta a fare credito perché così è più facile ottenere i finanzimenti, come le fidejussioni o fidi di cassa o mutui chirografari per la tua attività.

Come fare a capire se la banca è solida?

La soluzione migliore è quella fornita da Altroconsumo Finanza.

In sostanza questa associazione dei consumatori fa una analisi semestrale di quasi tutte le banche d’Italia e attribuisce delle stelle (da una a cinque stelle) sulla base della solidità della banca.

Accedere a questi servizi ha un canone ma sarai ben ripagato perché può aiutarti tantissimo per la tua attività e per i tuoi affari personali.

2) Condizioni del conto corrente aziendale

Ovviamente devi tenere conto anche delle condizioni che ti applica la banca per poter scegliere il miglior conto corrente aziendale.

I costi che devi considerare sono i costi fissi ed i costi variabili.

I costi fissi:

Se stai avviando una nuova attività le spese fisse devono essere più basse possibili.

Infatti all’inizio della tua attività, devi fronteggiare tanti costi fissi.

Il miglior conto corrente azienale, in tal senso, è quindi quello che ti permette di ridurre al minimo questo genere di costi anche se ciò comporta un aumento dei costi variabili.

Un’ottima condizione per una ditta individuale o un professionista è un costo di 60 euro l’anno tra canone mensile e competenze trimestrali.

Per una società di capitali è ottimo un costo di 120 euro l’anno.

I costi fissi che qualsiasi banca applica sono:

-Spese mensili;

-Competenze trimestrali;

-Canone internet banking;

-Canone bancomat e carta di Credito.

Quali sono i costi variabili da considerare?

costi variabili conto corrente

 

Ecco la lista delle voci di spesa variabili più comuni .

Le voci non sono in ordine di importanza perché l’importanza della voce di spesa dipende da te e dalle tue esigenze:

Commissione prelevamento bancomat: I prelevamenti sulle filiali della stessa banca devono essere gratuiti.

Se non riesci a spuntare commissioni di prelevamento gratuiti ad altre banche chiedi almeno che ti venga applicato un numero di prelevamenti gratuiti ogni anno.

Bonifico: se fai molti bonifici contratta per zero o comunque una commissione non superiore a 50 centesimi.

-Domiciliazione utenze: Le commissioni possono essere differenti che si tratti di utility, quindi acqua luce e gas oppure altri addebiti come finanziamenti ecc…

-Commissione allo sportello: Può capitare che ti facciano spendere dei soldi per fare le operazioni allo sportello. E’ un tipo di commissione più facile da trovare nelle grandi banche.  Fai le tue valutazioni.

-Costo per operazione (o spese di registrazione): Questa spesa è molto importante perché è una commissione variabile per ogni operazione effettuata.

Chiedi delucidazioni alla tua banca e cerca di comprendere su quali operazioni viene applicato il costo aggiuntivo.

-Tassi d’interesse: Anche i tassi di interesse per i prestiti e finanziamenti rientrano tra le categorie dei costi variabili ma questo è un discorso più complesso.

3) Professionalità

banca professionale

 

Le problematiche che ogni giorno devi affrontare in qualità di imprenditore  sono tantissime.

Per far quadrare i conti devi anche cercare di gestire al meglio i rapporti con i principali interlocutori che orbitano attorno alla tua azienza.

Tra questi c’è anche la banca.

Le banche anche se sembrano tutte uguali sono fatte di persone e tra queste ci sono soggetti più o meno professionali.

Prima di aprire il conto vai a fare una bella chiacchierata con il direttore (la direttrice) della filiale, misura le sue competenze e la disponibilità.

Queste, a mio parere, devono essere caratteristiche fondamentali per avere un rapporto sereno e duraturo con una banca.

Miglior conto corrente aziendale: conclusioni

Il conto corrente rappresenta uno strumento essenziale per qualsiasi genere di imprese.

Di fatto, però, stabilire quale sia il miglior conto corrente aziendale non è un’operazione semplice.

Questo perché, alla luce di quanto abbiamo scoperto assieme in questo articolo, è importantissimo che tu prenda in considerazione una lunga serie di variabili.

Dai costi di gestione fissi e variabli, alla solidità della banca, fino ad arrivare all’aspetto umano e professionale del personale, che rappresenta la banca stessa.

Dovrai inoltre tenere conto del tuo tipo di attività, delle sue esigenze e del numero di operazioni che presumibilmente effettuerai a cadenza mensile sul conto corrente.