L’economia italiana è entrata nel 2025 con diverse incertezze riguardo al suo futuro. I dati più recenti, come riportato da Il Sole 24 Ore, parlano chiaro: nel quarto trimestre del 2024 il Prodotto Interno Lordo ha registrato una crescita pari a zero, di fatto replicando l’andamento stagnante dei mesi precedenti.

A ciò si aggiunge un’inflazione che ha accelerato: 2% su base annua a marzo 2025, rispetto all’1,6% di febbraio, superando le aspettative di mercato dell’1,6%, secondo quelle che erano le stime preliminari.

Il contesto economico non è poi certo facilitato dalle tensioni geopolitiche, vedasi la guerra Russia-Ucraina e le tensioni in Medio Oriente, per non parlare della recente “guerra dei dazi”: tutte questioni che condizionano i mercati energetici e la fiducia degli investitori e non facilitano aziende e privati.

Accesso al credito per privati e PMI: una sfida persistente

Le piccole e medie imprese (PMI) sono considerate da tutti come una delle più grandi risorse dell’economia del nostro Paese, ma sfortunatamente continuano a incontrare difficoltà nell’accesso al credito. Nel 2024, il credito erogato alle PMI ha subito una contrazione significativa, con un calo del 5,6% a livello nazionale.

L’accesso al credito sembra fortunatamente meno difficile per i privati che da tempo hanno scelto nuove modalità per richiedere denaro come per esempio il prestito personale online, una soluzione decisamente pratica, comoda e generalmente conveniente.

Il problema della disoccupazione giovanile

Da alcuni mesi la disoccupazione sta calando, anche quella giovanile. Il dato è in sé confortante, ma si deve pur sempre sottolineare il fatto che la disoccupazione giovanile è attualmente pari al 17%, un dato ancora poco soddisfacente, con un impatto non positivo per la nostra economia. Anche su questo punto è fondamentale intervenire puntando ad arrivare ai livelli della disoccupazione generale che attualmente è intorno al 5,9%, un dato che potrebbe essere considerato “fisiologicamente accettabile”.

La ripresa è fragile e condizionata

Per quanto vi siano previsioni di una leggera crescita del Prodotto Interno Lordo, la ripresa economica italiana resta piuttosto fragile per varie motivazioni: tensioni geopolitiche, incertezza delle politiche monetarie e debolezza del settore industriale. Il contesto internazionale è caratterizzato da una certa instabilità, che si ripercuote sull’economia italiana.

Transizione digitale e verde: una sfida strategica

Per mantenere una certa competitività, l’Italia deve accelerare anche la transizione digitale e verde. È un processo complesso, perché implica investimenti significativi in tecnologia, infrastrutture e formazione delle risorse umane.

La digitalizzazione può indubbiamente aumentare la produttività e l’efficienza, ma bisogna riconoscere che la decarbonizzazione, per quanto necessaria e inevitabile, può essere inizialmente vista come un ostacolo per la crescita economica.

È comunque difficile sapere se il 2025 sarà un anno cruciale oppure di semplice transizione per l’economia italiana, che dovrà cercare di superare la stagnazione e cogliere le opportunità offerte dalla transizione digitale e verde. Come sempre accade in situazioni complesse (si pensi per esempio all’anno 2011, reso complicato dalla crisi del debito sovrano), è necessario un impegno da parte della Pubblica Amministrazione, delle imprese piccole e grandi e, ovviamente, anche dei privati.