Bolla speculativa tulipani: cosa ci insegna questa storia

Bolla speculativa tulipani: cosa ci insegna questa storia
Ultima modifica Ottobre 19, 2021

Se vuoi capire come funzionano i mercati finanziari, una delle prime cose da fare è riconoscere una bolla speculativa, comprenderne i meccanismi e starne alla larga. Per farlo ti basta leggere questa piacevole storia, successa realmente in Olanda nel 1600.

Hai mai sentito parlare della bolla speculativa tulipani? Per quanto è attuale ti sembrerà assurdo che sia successa ben 400 anni fa.

La bolla dei tulipani, avvenuta nel 1637, fu la prima grande crisi finanziaria innescata dall’utilizzo di strumenti finanziari con finalità speculative e coinvolse tutto il sistema economico europeo di quei tempi.

Ma come è nata la bolla speculativa dei tulipani?

I tulipani furono importati in Europa dalla Turchia alla fine del 1500 ed ebbero rapidamente un grande successo. Essendo oggettivamente dei fiori molto belli, la loro richiesta crebbe a dismisura ed aumentarono vertiginosamente anche le tipologie di varietà disponibili sul mercato.

Per via dell’aumento delle domanda, i coltivatori facevano difficoltà a star dietro a tutti gli ordini e furono così costretti ad aumentarne i prezzi. Del resto una delle regole base di ogni mercato, prevede proprio che all’aumento della domanda salgano anche i prezzi.

L’enorme successo dei tulipani portò questi fiori ad essere equiparati a beni di lusso (pensa che un tulipano arrivò a costare quanto una casa dell’epoca e da alcuni documenti storici siamo riusciti a risalire al prezzo più alto raggiunto da questo fiore, ovvero il corrispettivo di 500.000 euro). Avere dei tulipani nel proprio giardino era ormai diventato uno status quo e quindi tutti li desideravano.

Un autore anonimo dell’epoca, lamentò l’assurdo prezzo che aveva raggiunto una varietà di tulipano chiamata Viceroy, venduta a 2.500 fiorini. Con questa somma si potevano acquistare:

  •  4 tonnellate di frumento;
  •  8 tonnellate di segale;
  •  4 buoi Grassi;
  •  8 maiali;
  •  12 pecore;
  •  due barili di vino;
  •  quattro botte di birra.

E una somma del genere poteva far vivere una famiglia di 4 persone per forse per 10 anni. Ma c’è di più: una varietà più rara di tulipano fu venduta all’incredibile cifra di ben 5.500 fiorini!!!

Dai tulipani nella terra ai tulipani su carta

La crescita esponenziale della domanda dei tulipani era ormai fuori controllo, tant’è che i coltivatori iniziano a far firmare dei contratti cartacei ai propri clienti (dei veri e propri contratti derivati), in modo tale che le persone potessero acquistare i tulipani ancora prima della loro effettiva fioritura.

La nascita dei contratti sui tulipani non fece altro che aumentarne ulteriormente i prezzi. Tramite questi contratti si stabiliva che, ad una determinata scadenza, le parti avrebbero scambiato un certo ammontare di tulipani al prezzo stabilità in fase di contratto.

Per darti un’idea, se ad esempio il contratto prevedeva a scadenza l’acquisto di tulipani per 100 fiorini, il contratto veniva scambiato ad un prezzo molto più basso, es. 5 fiorini. Grazie a questo meccanismo, sempre più persone si affrettarono ad acquistare tali contratti con la volontà di specularci.

Si innescarono, a questo punto, due chiari bias cognitivi, ovvero processi quasi automatici della nostra mente che ci inducono a fare delle scelte seguendo precisi schemi mentali.

Uno fu quello della riprova sociale, attraverso il quale un numero sempre crescente di persone emulava le altre nell’acquistare questi tulipani perché tutti si autoconvinsero che il loro prezzo sarebbe aumentato all’infinito. Entrò in ballo anche la cosiddetta teoria del rimpianto, secondo cui la mente umana, preso atto che tutti gli altri stanno già guadagnano da quell’investimento, è portata a voler investire per non soffrire del rimpianto futuro di non averlo fatto.

Quando iniziò il crollo dei tulipani?

Se nessun prezzo può scendere per sempre è altrettanto vero che non potrà neanche salire per sempre. Infatti iniziarono a scarseggiare le persone disposte a pagare quelle folli cifre per un bulbo di tulipano.

Allo stesso tempo però erano tanti i commercianti che si erano buttati in questo business e che vendevano i bulbi (e contratti cartacei) a prezzi esorbitanti. Rapidamente quindi la situazione di ribalto, con l’offerta che superò di gran lunga la domanda. Fu così che al primo scricchiolio dei prezzi, l’unico obiettivo di ogni commerciante fu quello di vendere.

Si creò una sorta di panico. Come i prezzi erano saliti in modo così vertiginoso, crollarono ancora più velocemente. I derivati, ovvero i contratti sui tulipani, alimentarono molto questa picchiata e chi aveva in mano contratti milionari si ritrovò nel giro di pochissimo con carta straccia. Ecco in breve a cosa portò la speculazione tulipani.

Come molte bolle speculative, la corsa ai prezzi fu alimentata dal miraggio della ricchezza, dalla convinzione che nei bulbi di tulipano si nascondesse la gallina dalle uova d’oro. E questo elemento è una costante di tutte le bolle speculative che si sono susseguite nella storia fino ai recentissimi crolli finanziari.

Pensa che nel pieno dell’esplosione della bolla speculativa dei tulipani, molte persone vendettero la casa per acquistare qualche contratto ed alla fine si ritrovarono senza un soldo in tasca, perdendo tutto.

Quindi se vuoi arricchirti cerca di stare alla larga dalle “mode del momento”. Il rischio di scottarti è molto alto perché potrebbe essere in atto una bolla speculativa come quella avvenuta nel 1600 in Olanda.

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