Deflazione: perché è così rischiosa e quali sono le conseguenze?

Deflazione: perché è così rischiosa e quali sono le conseguenze?
Ultima modifica Novembre 16, 2021

Per deflazione si intende una diminuzione costante dei prezzi, quindi l’esatto contrario dell’inflazione che invece consiste nell’aumento generalizzato dei prezzi.

Questa diminuzione dei prezzi deve avvenire per un determinato periodo di tempo più o meno lungo come, ad esempio, un anno. In ogni caso più è lunga la deflazione più è in grado di produrre conseguenze devastanti per l’economia di un Paese.

La deflazione non va confusa con la disinflazione che è la riduzione dell’inflazione ovvero un calo del tasso di crescita dei prezzi generalizzati.

La deflazione, ovvero questa spirale ribassista dei prezzi è un bel problema per l’economia e per i nostri soldi peggio dell’inflazione. Lo stesso Keynes, uno dei più grandi economisti della storia, mette in guardia dalla deflazione: «Il diffuso timore di prezzi cedenti può bloccare il processo produttivo» Per la precisione i danni maggiori che produce la deflazione sono i seguenti:

  • Riduzione dei consumi
  • Riduzione degli investimenti
  • Aumento della disoccupazione
  • Aumenta il debito (aumenta il rapporto debito/Pil).

In due parole: Crisi economica

INDICE
  1. Quando e perché avviene la deflazione? (il caso dell’Italia)
  2. Riduzione dei consumi
  3. Riduzione degli investimenti
  4. Aumento della disoccupazione
  5. Aumento del debito
  6. I vantaggi della deflazione

Quando e perché avviene la deflazione? (il caso dell’Italia)

deflazione in italia

La deflazione si verifica quando vi è una riduzione progressiva dei prezzi e in genere avviene a seguito di una crisi economica.

Quindi inizia la crisi meno gente spende e i prezzi scendono.

Le persone, quindi, per l’incertezza del futuro e perché si accorgono che i prezzi scendono sempre più, posticipano gli acquisti. Ed è proprio quello che è avvenuto in Italia nel 2016.

Dopo ormai quasi dieci anni di crisi economica partita nel 2007 con i subprime, c’è stato un periodo di deflazione. La deflazione è partita nel 2014, ben 7 anni dopo l’inizio della crisi.

E la deflazione, insieme ad altri problemi, ha portato ad aggravare la recessione che già era iniziata a fine 2007. Ecco l’immagine di un articolo apparso sul sole24ore (fonte sole24ore).

Ed ecco nel dettaglio i problemi che scaturiscono con la deflazione prolungata.

Riduzione dei consumi

Cosa succede se ti accorgi che più passa il tempo e più i prezzi scendono?

Inizi a posticipare gli acquisti di quei beni che non sono di prima necessità.

I negozi iniziano a vendere sempre meno, quindi meno soldi che girano e questo è il primo sintomo che avviene con la deflazione.

Riduzione degli investimenti

Quindi se le persone posticipano gli acquisti, le aziende vendono di meno.

E se le aziende vendono di meno, avranno in prima battuta una riduzione degli utili, quindi minori guadagni nelle tasche delle aziende e delle attività commerciali.

Con una riduzione del fatturato, le imprese abbassano i prezzi alimentando la spirale deflazionistica.

Questo calo di prezzi e del numero di vendite, porta ad una maggiore incertezza e mancanza di fiducia verso il futuro.

E quando non c’è fiducia verso il futuro è davvero un problema per l’economia.

Pensa che la fiducia per l’economia è così importante che esistono addirittura degli indici che monitorano la fiducia.

Infatti se le vendite scendono e l’incertezza aumenta, le aziende posticipano gli investimenti.

Aumento della disoccupazione

Posticipare gli investimenti significa anche meno occupazione, sia diretta, quindi strettamente legata all’azienda, che indiretta, ovvero legata a tutte le aziende che lavoreranno per l’investimento.

Quindi ricapitolando: Le aziende hanno meno guadagni per via della riduzione del numero di beni venduti e per i prezzi più bassi, inoltre sono poco propense a fare investimenti.

Cosa fanno? Insieme alla mancanza di investimenti, le aziende si trovano di fronte a minori guadagni, iniziano a ridurre i salari o a licenziare.

Aumento del debito

Ovviamente siccome con la deflazione si riducono i fatturati delle aziende e alcune chiudono anche, si riducono gli introiti dello Stato.

In pratica il Prodotto Interno Lordo (o PIL)  non cresce o addirittura è negativo. In una fase così critica lo Stato, per poter uscire da questa fase di prezzi in discesa costante, deve anche fare delle politiche espansive, ovvero aumentare la spesa pubblica per far crescere i consumi e questo porta ad un amento del debito pubblico.

E siccome il Prodotto Interno Lordo non cresce o è negativo, l’aumento del debito non è sostenuto da una crescita del PIL.

Questo porta ad un peggioramento degli indici dello Stato in particolare sul rapporto Debito/PIL.

Quindi lo Stato dovrà offrire i Titoli di Stato a tassi più elevati rispetto a prima e questo comporterà un ulteriore aumento del debito.

I vantaggi della deflazione

vantaggi deflazione

Non si discute che gli svantaggi della deflazione siano superiori ai  vantaggi.

Come hai letto la deflazione porta ad un calo dei consumi, ovvero minori vendite per le aziende che le spinge ad abbassare i prezzi. Quindi i margini delle aziende si riducono, aumenta l’incertezza economica dei consumatori che porta ad un calo degli investimenti e ad un aumento della disoccupazione.

Tuttavia la diminuzione dei prezzi fa automaticamente crescere il potere di acquisto dei consumatori che possono quindi comprare più beni e servizi con una spesa minore.

Un fenomeno simile avviene anche quando all’interno di un mercato specifico i concorrenti si danno battaglia abbassando i prezzi. Chi ne giova sono i consumatori che possono acquistare beni e prezzi ridotti.

Altro aspetto positivo riguarda le aziende che esportano quasi totalmente i propri beni e servizi.

Il vantaggio deriva dal fatto che la deflazione comporta una riduzione dei costi che si ripercuote sul prezzo finale e rende più competitivi i prezzi dei beni da esportare.

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