Investire in alimentazione

Investire in alimentazione
Ultima modifica Ottobre 19, 2021

Siamo di fronte ad un costante e vertiginoso aumento della popolazione a livello globale. Basteranno le risorse agricole a nostra disposizione per sfamare tutti? La produzione riuscirà a tenere il passo con questa crescita esponenziale? Cosa possono fare Governi, aziende e cittadini per contribuire a fronteggiare questa inevitabile sfida globale? Converrà sempre più investire in alimentazione?

Lo scopriremo in questa lettura ma prima è utile fare delle importanti premesse.

Nei Paesi occidentali ed anche in Giappone, si registrano un elevato invecchiamento della popolazione assieme ad un costante e significativo calo delle nascite. 

In pratica la morte arriva in età più tarda che in passato e l’aspettativa di vita si è ormai allungata tantissimo. 

In Italia abbiamo il primato mondiale in questa (non onorevole) classifica: siamo una delle popolazioni più anziane del pianeta ed abbiamo un bassissimo livello di nascite perché facciamo pochi figli. 

Quando si parla di finanza, però, bisogna abituarsi a fare analisi a livello globale per avere un quadro d’insieme della situazione nel suo complesso, senza mai soffermarsi solo a ciò che succede “da noi” o nelle vicinanze.

Se si allarga la visuale a livello globale, la tendenza è diversa da quella dei Paesi occidentali perché, accanto ad un invecchiamento della popolazione, le nascite sono in crescita. 

Questo significa che gli ospiti sulla Terra stanno aumentando

La cosa però che ci deve far riflettere molto è che questa crescita non sta avvenendo in modo graduale ma a ritmi davvero sostenuti. Al momento siamo quasi 8 miliardi  ed entro il 2050 dovremmo raggiungere una popolazione di circa 9 miliardi.Vi invito a guardare il seguente link per verificare, in tempo reale, tale trend di crescita. https://www.worldometers.info/it/

Che cosa significa tutto questo?

Non sappiamo quanti beni e servizi dovranno comprare queste persone ma di una cosa possiamo essere certi: a prescindere dal loro livello di ricchezza dovranno mangiare per sopravvivere. 

Questo quindi comporterà un aumento della domanda di beni di prima necessità ed un inevitabile aumento dei prezzi

Come ha notato Warren Buffet, La Food inflation è il nuovo petrolio. Con elevate probabilità, l’inflazione sarà trainata dall’aumento dei prezzi del cibo. Secondo la Food Chain Reaction, entro il 2030 ci potrebbe essere un aumento del 400% del prezzo di alcuni generi alimentari.

Verrebbe spontaneo pensare che un incremento della popolazione e della domanda di cibo dovrebbe automaticamente essere colmato da un aumento della produzione.

Qui purtroppo “casca l’asino”, perché si tratta di una cosa tutt’altro che semplice. 

Alcune interessanti ricerche, a sostegno delle problematiche tra crescita demografica e alimentazione, sono state realizzate dal giornalista Joel K. Bourne che lui stesso ha racchiuso in un libro molto interessante.

Joel K. Bourn, in relazione al forte aumento della popolazione, fa notare questi aspetti: 

  • i cambiamenti climatici potrebbero ridurre la capacità produttiva. Come sappiamo sono i gas serra che provocano il cambiamento del clima ed è proprio l’agricoltura che produce un terzo delle emissioni di gas serra;
  • le risorse non sono eterne, come ad esempio l’acqua. Oggi il 70% dell’acqua utilizzata dal pianeta viene usata per irrigare i campi;
  • per soddisfare il fabbisogno di grano previsto entro il 2030 la sua coltivazione dovrebbe aumentare almeno di 5 volte rispetto a quella attuale. 

I Governi, per arginare le possibili conseguenze di tutto questo sono al lavoro per l’attuazione di piani e politiche per il cosiddetto Food recovery, al fine di perseguire l’obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari. Oltre ai Governi, anche aziende e consumatori stanno iniziando a riconoscere la necessità di adottare un sistema alimentare più sano e sostenibile.

Assumeranno poi sempre più importanza i progetti aziendali in grado di mettere in atto una filiera alimentare più efficiente perché si stima che un terzo della produzione di cibo mondiale viene perduto e buttato. Uno spreco enorme che quindi va assolutamente evitato.

Per dare l’idea della grande importanza che avrà l’agricoltura nel prossimo futuro, Forbes in un articolo del 15 gennaio 2021 ha comunicato che Bill Gates, ovvero uno degli uomini più ricchi del mondo, è diventato il più grande proprietario terriero degli Stati Uniti d’America, con circa centomila ettari di terreno acquistati. 

Per cosa verranno utilizzati questi terreni? Per produzioni agricole! E se lo fa Bill Gates forse investire in alimentazione già da ora potrebbe avere qualche senso.

Nutrizione e sistema sanitario

Spostiamo ora la nostra attenzione sul binomio nutrizione e sistema sanitario, introducendo il concetto di malnutrizione. Esistono due tipologie di malnutrizione, ben diverse tra loro: quella dei Paesi poveri, che non hanno soldi neanche per comprare il cibo, e quella dei Paesi ricchi che consumano cibo spazzatura.

Inoltre consumiamo meno verdura e frutta, rispetto a quello che raccomanda l’OMS, a favore di una quantità eccessiva di cibi ricchi di zuccheri e sale.

E la popolazione occidentale come sta rispondendo a tale raccomandazione?

Nei paesi occidentali si consumano sempre più cibi fuori casa che chiaramente devono essere gustosi e attrattivi per i consumatori e questo ovviamente enfatizza il consumo di cibi spazzatura.

In risposta a questa esigenza dei consumatori, i cibi salutari non stanno avendo delle crescite importanti come sembra. Questo grafico mostra i trend delle ricerche che le persone fanno su Google. Esaminando la parola vegan e vegan food, in tutto il mondo, non sembra ci sia un trend di crescita ben definito verso questo tipo di alimentazione.

E la cosa ancora più incredibile è guardare l’interesse delle persone in Italia per la parola piatti vegetariani rispetto alla parola hamburger.

La linea blu rappresenta il volume di ricerca della parola piatti vegetariani, la linea rossa invece la parola hamburger.

La differenza è abissale: gli italiani, che sono tra l’altro famosi per avere un’alimentazione migliore rispetto a molti altri Paesi, cercano molto di più su Google la parola “hamburger” rispetto alla ricerca “piatti vegetariani”.

In pratica, sempre secondo Google, in media al mese 3.600 persone cercano la parola “piatti vegetariani” contro le 33.000 persone che cercano la parola hamburger.

Il risultato è che il nostro stile di vita difficilmente si sposerà bene con il consumo di cibi salutari. I cibi spazzatura, a differenza dei cibi salutari, non aiutano a contrastare l’aumento delle malattie cardiovascolari (prima causa di morte al mondo).

Le cure per l’obesità, attualmente, assorbono una bella fetta di spesa sanitaria ed è per questo che i governi cercano di orientarsi verso un sistema più orientato alla prevenzione.

In altri termini l’obesità è un rischio strategico per l’economia, con un peso medio stimato del 18% sulle previsioni di crescita fino al 2035 dell’OCSE.

La crescente attenzione da parte dei consumatori (che ricercano alimenti di più alta qualità) unita ad una regolamentazione da parte dei governi (per migliorare l’alimentazione) stanno portando ad una maggior crescita dei prodotti alimentari “più salutari”.

Nutrizione, agricoltura e tecnologia

Sapevi che l’Olanda è un importante produttore di pomodori in Europa?

Nonostante un clima così freddo e salari dei lavoratori decisamente più alti della media, questo Paese riesce a competere con prezzi molto bassi. Nulla a che vedere con l’Italia, dove addirittura sfruttiamo il lavoro nero per cercare di essere più competitivi in questo settore.

Ma come fa l’Olanda ad avere i prezzi dei pomodori così bassi?

Il segreto risiede nell’innovazione tecnologica che è in grado di sfruttare nel campo agricolo e che le permette di avere una resa ben 10 volte superiore rispetto all’Italia

Questo esempio serve per far comprendere la potenza che la tecnologia può esercitare sul settore agricolo (e quanto sarà ancora più importante in funzione dell’incremento della popolazione). Infatti l’utilizzo di tecnologie come robot, droni, sensori, controllo della produzione via satellite, ma anche catene distributive più efficienti, sta prendendo sempre più piede nell’industria agroalimentare. 

Si prevede che tutto il settore sia destinato ad investire pesantemente in tecnologia nei prossimi anni. In Europa in particolare, proprio a sostegno dell’agricoltura digitale, sono in arrivo ingenti investimenti per il settore agricolo tramite il piano Next Generation EU della Commissione europea per il rilancio dell’economia.

La finanza agevolata serve per aiutare le nostre imprese agricole ad investire per riuscire ad essere competitive. 

In particolare l’innovazione agricola sembra avviarsi verso il senso della sostenibilità perché, siccome gli abitanti della Terra aumenteranno nei decenni a venire, è importante che la produzione agricola sia sostenibile per non sprecare tutte le risorse limitate che la terra ci mette a disposizione. 

Intraprendere un percorso sostenibile per cambiare l’agricoltura è il secondo dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile SDGs (Sustainable Development Goals), che punta a garantire cibo per tutti ed a generare redditi adeguati. 

L’alimentazione nel nostro portafoglio di investimenti

Analizzando la categoria Morningstar dedicata, l’andamento dei principali strumenti sul tema è il seguente (data 11.01.2021)

Le dispersioni di rendimento sono dovute al fatto che: 

  • i fondi investono in aree geografiche differenti 
  • alcuni fondi sono più specializzati sull’investimento in aziende del settore agricolo (fertilizzanti, sistemi di irrigazione, attrezzature agricole, frutta, cereali, verdura, zootecnia, trasporto, stoccaggio, commercio di prodotti agricoli), mentre altri fondi prediligono l’investimento su attrezzature agricole (imballaggio, fornitura e fabbricazione). Altri ancora investono su società strettamente operanti nel settore alimentare, dalla coltivazione alla vendita di prodotti agricoli, …

In ogni caso si può notare che a 10 anni la media di categoria esprime un  rendimento medio annualizzato del 4,18% lordo rispetto ad un generico MSCI World (EUR), che evidenzia un rendimento medio annuo del 9% c.ca. In parole povere il rendimento medio del comparto è la metà della media mondo ed è anche per tale motivo che un investimento di questa tipologia, oltre alla intrinseca eticità della scelta, potrebbe essere considerato interessante. 

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