cos'è l'inflazione

Se c’è un indicatore economico finanziario che tutti dovrebbero conoscere è l’inflazione perché si tratta di un paramento che va ad impattare in modo prepotente sull’economia di un Paese.

Ma cosa si intende per inflazione?

Non è nient’altro che l’aumento del livello generale dei prezzi.

In questo articolo vedremo come concretamente l’inflazione impatta sulla tua vita e cosa devi fare per contrastarla.

Cosa è l’inflazione 

L’inflazione è un aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi che una determinata popolazione acquista. 

Questo aumento dei prezzi rappresenta una media.

Quindi se, ad esempio, il prezzo del pane in Italia aumenta ma il prezzo di tutti gli altri beni e servizi si riduce, non si sarà verificata un aumento dell’inflazione, piuttosto dovremmo parlare di deflazione.

Su questo aspetto ci soffermeremo a breve perché è un problema anche se prezzi si riducono eccessivamente.

Devi sapere che l’inflazione è un problema se c’è ma se è completamente assente possono verificarsi altrettanti danni per l’economia di un Paese.

In ogni caso capirai tutto meglio tra pochissime righe.

Come contenere il fenomeno dell’inflazione

Per avere un inflazione più attendibile possibile ogni Stato ha un proprio paniere di prodotti su cui deve fare riferimento all’aumento dei prezzi.

Quindi in Italia non può mancare la pasta come rilevazione statistica mentre, ad esempio, in Guatemala ha poco senso inserire la pasta nel paniere dei servizi e prodotti da monitorare per l’aumento dei prezzi.

Chi si occupa di fare tutto questo lavoro nella verifica dell’entità dei prezzi di ieri e di oggi è l’Istat,un ente che appunto si preoccupa di monitorare tramite i numeri e la statistica lo stato di salute della nostra nazione. 

Perché l’inflazione è così importante

L’inflazione è così importante perché tu con gli stessi soldi con un aumento dell’inflazione potrai acquistare meno cose.

Quindi avendo un potere di acquisto più basso, potrai permetterti di acquistare meno beni e meno servizi e questo significa che i tuoi soldi si sono svalutati. 

E fino a quando guardiamo l’inflazione con un orizzonte temporale breve, come può essere quello di qualche anno, l’impatto dei prezzi non è esagerato.

Ma se andiamo a vedere la variazione dei prezzi a distanza di 10 anni, ad esempio, lì ci dovrebbero iniziare a tremare le gambe per le forti variazioni percentuali che sono avvenute sui prezzi. 

Di quali variazioni parliamo?

€100.000 nel 1998 sono diventati, a fine 2019, 68.500€ in termini reali.

Nel senso che la persona che ha quei €100000 in banca vede sempre €100000 ma adesso può comprare il controvalore di €31000 in meno rispetto al 1998.

In pratica i soldi hanno perso il 30% del loro valore in termini reali. 

Qualcuno potrebbe asserire che nel 1998 avevamo ancora la lira e per questo c’è stata una variazione dei prezzi così alta.

In realtà non è affatto così perché l’euro è entrato nel 2002 e tra il 98 ed il 2020 l’inflazione registrata è stata solo del 2,83%.

Questo infatti è l’aumento dei prezzi registrato nei vari anni dal 98 al 2019:

ANNOTASSO DI INFLAZIONE


19981,68%
19992,11%
20002,70%
20013,37%
20022,83%
20032,50%
20042,03%
20051,99%
20061,87%
20072,61%
20082,24%
20091,02%
20101,88%
20113,29%
20122,31%
20130,66%
20140,00%
20150,09%
2016-0,09%
20171,23%
20181,20%
20190,61%

Come vedi l’inflazione è stata davvero molto bassa anno dopo anno, con addirittura degli anni tra il 2014 è il 2016 pari a zero.

Nonostante ciò, tra il 98 e 2019 abbiamo avuto una perdita del 30%.

Altri esempi di inflazione verificatisi in Italia, sono i seguenti.

Il pane nel 1975 costava €0,23, il latte nel 1960 costava €0,05, il caffè nel 1990 costava €0,36 ed il tram nel nel 2005 costava €0,88. 

inflazione italia

Perché esiste l’inflazione 

Ci sono vari motivi per cui esiste l’inflazione.

Inflazione da domanda

In passato, almeno parlando dell’Europa, la causa principale dell’inflazione era generata da un aumento della domanda dei beni e servizi.

Ma ci sono altri motivi che portano ad un aumento dei prezzi, che scoprirai tra poco. 

In ogni caso, tornando all’inflazione provocata dall’aumento della domanda di beni e servizi, avviene una cosa che deve rimanere ben impressa nella tua mente.

Una ripresa economica è generata dai seguenti fattori:

  • molta gente che spende
  • le aziende hanno più profitti
  • il prodotto interno loro cresce
  • le aziende aumentano gli investimenti
  • decrescita della disoccupazione
  • maggior reddito a disposizione dei cittadini.

Questa è un tipo di inflazione che in Italia non si è mai verificata. 

Inflazione da costi

L’inflazione può anche avvenire per effetto dell’aumento del costo per produrre beni e servizi, che non c’entrano niente con la domanda.

L’esempio per eccellenza dell’ inflazione da costi è legata al prezzo del petrolio.

Immagina un settore aziendale che per produrre determinati beni servizi è fortemente dipendente dal petrolio.

Se il prezzo del petrolio aumenta, il prezzo di questa materia prima ad andrà ad impattare sul resto della produzione e le aziende potrebbero essere costrette ad aumentare i prezzi.

Così facendo, andrebbero a favorire un’inflazione che però non è assolutamente dipesa da una ripresa economica. 

Questa è un tipo di inflazione molto pericolosa, che in Italia si è verificata proprio per effetto del prezzo del petrolio.

È pericolosa anche perché rischia addirittura di provocare una riduzione dei margini delle aziende e quindi porta meno soldi nelle tasche dei cittadini. 

Noi italiani, un po’ come tutti gli europei, siamo costretti ad importare materie prime e quando i prodotti delle materie prime aumentano, si dice in gergo che, importiamo inflazione.

Questa importazione di inflazione non è controllabile dall’Europa perché dipende dai Paesi che producono quella materia prima. 

A quanto ammonterà l’inflazione nel futuro?

Mentre su tutti gli altri gli indicatori macroeconomici si naviga più o meno nel buio, l’inflazione invece ha un obiettivo ben preciso perché, come ho scritto all’inizio, l’inflazione è una brutta bestia quando c’è ma è anche ancora peggio se non c’è. 

In poche parole l’inflazione quando si trova in un determinato range che per la Banca Centrale Europea deve essere di poco inferiore al 2%, può essere considerata una cosa positiva.

Infatti spetta proprio alla Banca Centrale Europea il compito di raccogliere i dati dell’inflazione dei vari Stati e mettere in atto misure per far sì che l’inflazione sia vicina al 2%. 

Quindi tornando alla tabella relativa all’andamento dell’inflazione nel passato, il calcolo che devi fare su quello che potrebbe essere la perdita di potere d’acquisto futuro è del 2%.

Ciò significa che devi mettere in atto misure per non far sì che i tuoi soldi vengano erosi dall’inflazione.

Se vuoi scoprire subito coe difendere i tuoi di risparmi dall’aumento costante dei prezzi v all’ultimo paragrafo di questo articolo, cliccando qui.

Perché è preoccupante la mancanza di inflazione?

Quando l’inflazione è troppo alta porta ad un erosione veloce del potere d’acquisto ma dall’altro canto quando non c’è o i prezzi scendono, sorgono un po’ di problemi.

Quando i prezzi scendono per periodi di tempo prolungati si crea quella brutta bestia chiamata deflazione che è avvenuta in Giappone con conseguenze davvero pesanti.

La deflazione è pericolosa perché induce le persone a posticipare le spese che non sono necessarie perché confidano in un prezzo futuro che sarà più basso. 

In pratica con la deflazione si verifica una forte riduzione dei consumi.

Quindi la gente spende meno, le attività commerciali vendono meno, le imprese devono ridurre la loro capacità produttiva e quindi iniziano licenziare persone o abbassano gli stipendi, il PIL si riduce, lo Stato deve fare meno investimenti e tutto ciò porta alla recessione. 

Relazione tra inflazione ed economia

In questo grafico, che abbiamo elaborato internamente, puoi vedere con maggiore chiarezza a quanto ammontava l’inflazione di anno in anno.

Come puoi vedere nei periodi successivi alla crisi dei mutui sub-prime l’inflazione è si è abbassa per effetto di una contrazione dei consumi.

Quindi in ogni caso esiste una relazione tra economia e inflazione.

Se l’economia è florida ci sarà inflazione nel tempo mentre se non c’è inflazione allora siamo in fasi economiche stagnanti. 

Quindi inflazione è un indicatore interessante che ti permette anche di capire lo stato di salute di una economia.

Poi chiaramente come tutti gli indicatori devono essere comunque contestualizzati ma ti danno già un’idea di come potrebbe essere la situazione economica.

Relazione tra inflazione e tassi di interesse

Questo aspetto è molto importante per chi vuole fare investimenti ma anche per chi deve scegliere un mutuo a tasso fisso o tasso variabile. 

Come hai letto la Banca Centrale Europea ha il primissimo obiettivo di tenere l’inflazione attorno a 2%.

Ma quali sono queste operazioni che deve fare la Banca Centrale Europea per mantenere questo equilibrio? 

Tra le diverse operazioni la principale è quella di intervenire sui tassi di interesse

Se l’inflazione è troppo alta la Banca Centrale Europea alzerà i tassi di interesse, se invece l’inflazione è troppo bassa la Banca Centrale Europea abbasserà i tassi di interesse. 

Difatti la Banca Centrale Europea, proprio a seguito di un calo dell’inflazione che in Italia tra il 2014 e 2016 è stata dello zero, ha fatto ulteriori interventi per abbassare i tassi di interesse. 

La Banca Centrale Europea abbassa i tassi di interesse perché così stimola gli investimenti.

Quindi se un’azienda deve fare degli investimenti avrà maggiore propensione a chiedere dei soldi in prestito se questi soldi hanno un tasso vicino lo zero. 

Per questo, se hai un mutuo ed hai capito che la Banca Centrale alza i tassi di interesse solo se c’è un aumento dell’inflazione, capisci bene che difficilmente in Europa vedremo un ritorno ai tassi d’interesse applicati prima del 2007. 

Per questo motivo a volte si sente dire che la situazione dei tassi di interesse europei potrebbe essere strutturale.

Tradotto, non ne usciremo più. 

Se quindi devi valutare tra mutuo a tasso fisso e tasso variabile tieni in conto questa dinamica. 

Dall’altro canto chi ha dei soldi da investire che va alla continua ricerca di rendimento a breve termine con una certa garanzia, ormai deve sognarsi un periodo storico che difficilmente tornerà e pensare ad impiegare i propri soldi in modo diverso.

Come difendere i propri risparmi dall’inflazione?

L’unico modo per difendere i propri soldi dall’aumento generale dei prezzi è quello di fare investimenti

Questi investimenti non possono essere tutti messi in conti deposito o titoli di stato perché sono attività finanziarie che da sole non potranno battere l’inflazione.

I rendimenti di queste tipologie di prestito sono vicini allo zero, mentre l’aumento dei prezzi come hai visto è del 2% medio annuo. 

L’alternativa è quella di porsi degli obiettivi in funzione di quello che ci aspettiamo nel nostro futuro.

Per quanto riguarda gli obiettivi che hanno un orizzonte temporale di solo qualche anno potremmo fare un conto deposito e pazienza per l’inflazione.

Ma per obiettivi di lungo termine possiamo dobbiamo fare investimenti più rischiosi perché quelli, nel lungo periodo, permettono di battere l’inflazione. 

Così facendo i soldi che non ti servono subito li accantoni in attività rischiose perché, se ti ritrovi con una perdita dei tuoi risparmi, ci sarà il tempo per recuperare e nel futuro ti porteranno sicuramente dei benefici.

Tutto ciò sarà possibile solo se investi in modo corretto.

A tal proposito ti invito a dare un’occhiata alle guide che ho preparato in tema di investimenti:

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