Il rapporto tra prezzo e utile, noto anche come price earning, serve a prevedere i possibili ricavi che è logico aspettarsi da un paniere composto da asset differenti.

Questo rapporto è molto utilizzato dagli investitori e dagli analisti del mercato a fini valutativi e si calcola nel seguente modo.

Al numeratore troviamo il costo, o prezzo, di una singola azione ed al denominatore l’utile per azione (quest’ultimo definito EPS).

Prima di andare a calcolare il rapporto prezzo/utile è fondamentale scoprire l’EPS, il quale si ricava dividendo il numero di azioni emesse da una certa società per l’utile netto prodotto dalla stessa.

Per semplificare il tutto facciamo un esempio pratico

Ipotizziamo che la Parmalat abbia emesso 100mila azioni, al prezzo di 10 euro ciascuna, ed abbia un utile netto di 50mila euro.

L’EPS in questo caso, che viene calcolato dividendo 50mila per 100mila ed equivale a 0,5.

A questo punto non rimane che calcolare il rapporto prezzo/utile dividendo 10 per 0,5 che darà come risultato 20.

Insomma il rapporto p/e, nell’esempio appena fatto, è pari a 20.

Una volta capito come si calcola, vediamo però quando torna utile conoscerlo.

Quando è importante utilizzare il rapporto prezzo utili

Il p/e è molto probabilmente l’indicatore principale del mercato azionario in quanto permette di calcolare il rendimento di un titolo azionario.

Nel momento in cui un investitore decide di investire nelle azioni di una certa azienda, pone in essere una valutazione adoperando degli strumenti.

Un buon punto di partenza è quello di capire quanto si sta effettivamente pagando per l’acquisto di un’azione.

Partendo dal presupposto che nel momento in cui un investitore acquista un’azione è come se ne stesse acquistando una piccola parte, devi prendere in considerazione anche altre varianti come il bilancio, i profitti, i flussi di cassa, ecc..,

Così facendo si ricavano i multipli.

I multipli vengono utilizzati dagli analisti per capire quanto il mercato stia prezzando un titolo rispetto a se stesso oppure ad altri mercati o titoli.

Il rapporto utile per azione è sicuramente uno dei multipli più importanti e maggiormente utilizzati perché indica la misura della fiducia del mercato nei confronti della capacità di una certa società ad incrementare gli utili.

Più il p/e è elevato, più gli investitori saranno disposti a pagare per avere gli utili risultanti dal denominatore.

Dal lato degli investitori, conoscere il rapporto tra prezzo e utili è fondamentale per capire quanto occorre pagare per ottenere l’utile di una certa società e, grazie a questo rapporto, si riuscirà anche a comprendere se i titoli emessi sono stati sopravvalutati o sottovalutati.

Il p/e serve anche a determinare l’arco temporale che l’investitore dovrà attendere per recuperare l’intero investimento.

Quindi se, come nel caso precedente, è pari a 20 ciò vuol dire che l’investitore dovrà attendere 20 anni per recuperare l’investimento fatto.

Price earning: quanti tipi ne esistono

A seconda delle differenti tipologie di utili presi in considerazione nel calcolo del rapporto, dobbiamo distingue due diversi tipi di p/e.

Il Trailing p/e che si ha quando nel calcolo vengono utilizzati gli utili effettivamente realizzati dalla società e cioè quelli risultanti dall’ultimo bilancio di esercizio.

Il Foward p/e o p/e atteso che si quando per il calcolo non vengono utilizzati gli utili effettivamente conseguiti ma quelli stimati dagli analisti per l’anno di esercizio successivo.

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