Voucher innovation manager

Voucher innovation manager
Ultima modifica Settembre 13, 2021

La legge di bilancio del 2019 ha introdotto questa novità, il voucher innovation manager. Si tratta di un finanziamento, diviso in tre tranche di 25 milioni ciascuna, da elargire negli anni 2019, 2020 e 2021, a fondo perduto.

La sua finalità è finanziare la consulenza relativa a progetti innovativi, in particolar modo legati al mondo dell’impresa 4.0.

In altre parole con questo voucher, dedicato alle aziende di piccole e medie dimensioni, si acquistano le prestazioni di una figura esterna da inserire in azienda con il compito di integrare le tecnologie previste dall’impresa 4.0 e di ammodernare la gestione e l’organizzazione dell’azienda stessa.

A chi è rivolto

Il sostegno è rivolto a tutte le piccole e medie aziende che hanno sostenuto delle spese per assumere risorse, in modo temporaneo con un contratto non inferiore ai nove mesi, che abbiano favorito i processi di digitalizzazione.

Imprese che abbiano meno di 250 lavoratori, il cui fatturato non superi i 50 milioni di euro l’anno oppure il cui totale di bilancio non superi i 43 milioni di euro l’anno.

Queste imprese riceveranno il contributo a patto che le risorse siano state effettivamente impiegate per lo scopo per cui è nato e quindi lo sviluppo dei processi tecnologici e innovativi.

Suddivisione del voucher

Alle micro e piccole imprese è riconosciuto un contributo per singolo periodo d’imposta pari al 50% dei costi realmente sostenuti, fino a un massimo di 40.000 euro.

Alle imprese di medie dimensioni il contributo scende al 30% per singolo periodo d’imposta, fino a un massimo di 25.000 euro.

Al voucher possono accedere anche le reti di impresa, purché siano composte da un minimo di tre PMI e il contratto di rete certifichi una reale, stabile ed effettiva collaborazione tra le parti. In questo caso il contributo equivale al 50% delle spese sostenute per lo sviluppo dei processi innovativi, fino a un massimo di 80.000 euro.

Modalità e tempi di presentazione

L’iter per la presentazione della domanda si divide in tre fasi, nella prima si verificano che siano rispettati i requisiti richiesti.

Nella seconda si procede alla compilazione della domanda che infine viene inviata.

Le domande vengono ammesse in base all’ordine cronologico di arrivo e sempre secondo quest’ordine vengono concessi i finanziamenti fino ad esaurimento del fondo.

L’erogazione del contributo avviene in due tranche, la prima corrisponde al 50% dell’agevolazione totale, ma viene corrisposta dopo che sia stato realizzato almeno il 25% dell’attività prevista dal contratto.

Il saldo viene erogato alla fine del processo di ammodernamento ed entro 60 giorni dallo stesso.

Per l’anno 2019, dopo varie proroghe, la data di inizio per la presentazione della domanda è stato fissato al 12 dicembre dello stesso anno.

Ma dopo appena solo un giorno dall’apertura degli sportelli, a causa del boom di domande, il Ministero ne ha disposto la chiusura per le numerose richieste che eccedevano l’importo disponibile a finanziare l’iniziativa.

Con un nuovo decreto del gennaio del 2020 sono stati stanziati per l’innovation manager altri 46 miliardi di euro per far rientrare tutte le imprese che avevano fatto domanda ed erano rimaste fuori dal primo procedimento.

Chi sono i manager dell’innovazione

Anche per rientrare all’interno dell’elenco degli innovation manager occorre presentare una domanda ed essere in possesso di determinati requisiti, tra i quali configurare nell’albo ministeriale.

All’elenco possono iscriversi coloro in possesso di un dottorato di ricerca in campo matematico e informatico, chimico, ingegneristico ed economico, di un master di secondo livello dell’università nei stessi campi prima menzionati, una laurea magistrale e lo svolgimento per un periodo di almeno tre anni di un incarico presso un’azienda tecnologica.

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