L’oro è quotato in borsa?

L’oro è quotato in borsa?
Ultima modifica Novembre 19, 2021

L’oro è considerato da sempre un bene rifugio perché, soprattutto in periodi di crisi economica come quello che stiamo vivendo in questo momento, mostra una notevole capacità di mantenere alquanto stabile la propria quotazione, a differenza di altri asset più rischiosi, come le azioni.

Il fatto che l’oro rappresenti un asset d’investimento perfetto per chi preferisce investire con estrema prudenza, o desidera diversificare il proprio portafogli d’investimento, può far sorgere una serie di domande e curiosità, a partire da quella relativa al fatto se l‘oro sia quotato o meno in borsa. Proviamo a dare una risposta esauriente, in tal senso.

INDICE
  1. Come viene stabilita la quotazione dell'oro?
  2. La quotazione riguarda il cosiddetto oro finanziario
  3. Da cosa dipende la quotazione dell'oro?

Come viene stabilita la quotazione dell'oro?

l'oro è quotato in borsa

Come si stabilisce la quotazione dell’oro? Si tratta di una domanda comprensibile, alla luce del fatto che in molti cadono in un equivoco, quello tendente ad equiparare la quotazione e il prezzo.

In effetti, non si tratta della stessa cosa. Se il prezzo può essere facilmente appreso tramite una rapida consultazione relativa ai grafici relativi alle piazze finanziarie globali, la quotazione viene invece decisa da un vero e proprio processo, il Fixing. Un processo il quale avviene in una parte distaccata della borsa di Londra, il London Bullion Market e prevede la comunicazione della quotazione in due distinti momenti.

Il meccanismo portato avanti in questa occasione prevede in particolare un esame approfondito relativo a domanda e offerta. Proprio vagliando questi due fattori è possibile riuscire a dare una quotazione in grado di stabilire un punto di equilibrio. Nel caso in cui la forbice tra domanda e offerta sia troppo ampia, gli incaricati cercano comunque di trovare una quotazione in grado di non dare il destro alla pronunciata volatilità la quale rappresenta una delle principali caratteristiche dei mercati.

Proprio il modo in cui avviene il Fixing induce gli osservatori ad affermare che la quotazione dell’oro è estremamente sicura e, soprattutto, trasparente. Leggermente diverso è invece il discorso relativo al prezzo del metallo. Il Fixing, infatti, viene espresso in tre distinte valute (dollaro statunitense, euro e sterlina britannica) e comunicato al London Bullion Market, cui spetta il compito di indicare il prezzo da comunicare agli investitori. I quali potranno fare le loro personali valutazioni e decidere se sia il caso di acquistarlo, oppure venderlo.

A margine del discorso che abbiamo appena fatto, occorre aggiungere la storica tradizione in base alla quale il Fixing prevede l’utilizzo dell’oncia, come unità di peso, ovvero quella ancora in voga nel Regno Unito. Il dato ottenuto viene però convertito in grammi, nel preciso intento di facilitarne la comprensione da parte degli investitori di ogni parte del globo.

La quotazione riguarda il cosiddetto oro finanziario

Stabilito il modo in cui avviene la quotazione dell’oro, occorre fare una importante precisazione. Essa, infatti, riguarda il cosiddetto oro finanziario e non quello fisico. Con il primo termine si va in pratica a indicare quello che è oggetto degli strumenti finanziari noti come derivati, ovvero i contratti stipulati su un sottostante nell’intento di riuscirne a prevedere in anticipo l’andamento futuro.

Mentre per oro fisico si intende quello reale con cui vengono prodotti oggetti come i lingotti, le monete da collezione o i preziosi. In pratica quello che viene portato da molti al compro oro per essere venduto direttamente rientra nella seconda categoria.

Proprio su questa importante distinzione, peraltro, si vengono ad innestare operazioni di vera e propria manipolazione dei mercati, come quelle messe spesso in atto dai fondi di investimento. Questi fondi, infatti, sono soliti vendere i contratti sull’oro in maniera tale da abbatterne la quotazione, cui fa riferimento anche l’oro fisico, per poi fare incetta di quest’ultimo quando il suo prezzo crolla di riflesso.

Vere e proprie operazioni di ingegneria finanziaria tali da far comprendere la potenza con cui sono solite muoversi queste organizzazioni a discapito dei piccoli investitori.

Da cosa dipende la quotazione dell'oro?

da cosa dipende la quotazione dell'oro

Per chi, nonostante i pericoli che abbiamo segnalato, intende provare ad investire sull’oro con fondate possibilità di riuscire a guadagnare dalla sua variazione di prezzo, occorre comunque essere consapevoli dei fattori i quali ne vanno condizionare la quotazione.
Secondo gli esperti, ad esempio, un fattore molto importante in tal senso è rappresentato dalla quotazione del dollaro: ogni volta che il biglietto verde cresce, di converso l’oro prende la direzione inversa.

Il motivo è da ricercare proprio nel fatto che per acquistare il metallo sarà necessaria una minor quantità di denaro.
Un altro fattore da tenere in conto è poi la correlazione dell’oro con le economie dei Paesi emergenti. Se, infatti, con il dollaro si può dire che la correlazione è inversa (cresce uno e cala l’altro), per i secondi il rapporto è diretto: ove Cina, Russia, India, Brasile e altri Paesi indicati come economie emergenti vedono una crescita del proprio PIL, anche l’oro tende a crescere.

Il motivo di questo meccanismo è in fondo molto semplice: le borghesie di questi Paesi necessitano di oggetti in oro che siano in grado di dimostrarne lo status sociale e quando hanno risorse aggiuntive non esitano ad investirli in oggetti preziosi.
Altro fattore che contribuisce alla quotazione dell’oro è poi la sua detenzione da parte delle banche centrali. Proprio questi organismi rappresentano in pratica i maggiori possessori di metallo prezioso a livello globale, tanto da poter decidere di utilizzarne le scorte per dare vita ad operazioni tese ad influenzare i mercati.

Infine non deve essere sottovalutata l’influenza esercitata dai maggiori operatori, a partire proprio dai grandi fondi d’investimento. Ogni volta che uno di loro si muove spinge anche gli altri a farlo, provocando una vera e propria fibrillazione sui mercati.

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