Come investire in startup

Come investire in startup
Ultima modifica Dicembre 9, 2021

Investire in startup è un’operazione finanziaria che può permettere di realizzare notevoli guadagni economici nel lungo periodo, purché si conoscano approfonditamente i meccanismi che regolano tale strumento e se ne valutino attentamente i rischi.

Prima di decidere in quali startup investire, quindi, è opportuno comprendere bene come funziona questa forma di investimento alternativo dai risvolti interessanti, al fine di gestire i propri soldi con maggiore consapevolezza e tranquillità. Investire in startup, infatti, è un’operazione che presenta considerevoli vantaggi, ma può esporre il risparmiatore ad alcuni rischi che è meglio conoscere in anticipo.

Una volta appresi i vantaggi e gli svantaggi dell’investimento, è necessario capire come valutare una startup, cioè secondo quali parametri fondamentali scegliere le aziende su cui investire.

Attraverso l’investimento in startup si va a finanziare economicamente un’azienda che vuole presentare sul mercato un progetto innovativo volto alla risoluzione di problemi attualmente irrisolti.

L’obiettivo dell’azienda è naturalmente quello di raggiungere il successo e guadagnare grazie al proprio progetto; qualora ciò dovesse avvenire, l’esplosione della startup e la sua quotazione in borsa porterebbero grandi guadagni anche agli investitori della società, in proporzione ai loro investimenti economici iniziali.

Al contrario, se l’azienda dovesse andare incontro al fallimento o non realizzare i propri obiettivi, il finanziatore perderebbe il capitale investito e non otterrebbe alcun guadagno.

Per abbassare il livello di rischio e aumentare le possibilità di successo di questo investimento, esistono degli accorgimenti cui bisogna prestare molta attenzione.

INDICE
  1. Investire in startup: quali sono le possibilità
  2. Equity crowdfunding: meccanismi di tutela
  3. Investire in startup: quali sono i vantaggi
  4. Investire in startup: quali sono i contro
  5. Come scegliere la startup su cui investire?

Investire in startup: quali sono le possibilità

Esistono diverse modalità attraverso le quali il risparmiatore può interagire con le startup innovative. In base alla propria esperienza, il finanziatore può scegliere di agire in tre modi:

  • Investire denaro nel progetto di un conoscente. In questo caso, il finanziatore conosce personalmente gli ideatori della startup, ne apprezza il progetto e decide di mettere a loro disposizione il capitale. Questa operazione tuttavia si rivela piuttosto rischiosa per il finanziatore, dato l’alto rischio di fallimento dell’impresa. Prima di procedere con un tale investimento, il finanziatore dovrebbe avere un’approfondita conoscenza dei meccanismi del marcato su cui il progetto viene lanciato e del progetto stesso.
  • Investire in startup in qualità di Business Angel. Il finanziatore dotato di conoscenze e competenze tecniche, può mettere al servizio della startup innovativa prescelta sia il proprio denaro, che le proprie capacità tecniche o imprenditoriali. Solitamente questa soluzione viene scelta da ex imprenditori o professionisti.
  • Investire grazie alle piattaforme di Crowdfunding. L’Equity Crowdfunding è la forma di investimento più semplice e adatta a tutti, anche ai risparmiatori meno esperti. Attraverso questa forma di investimento, l’operatore diventa socio dell’azienda che vuole sostenere, comprandone le quote sulla piattaforma e rispondendo, in caso di rischio, solo nella misura del capitale versato. Inoltre questa forma di investimento presenta un’ulteriore garanzia, rappresentata dalla regolamentazione attraverso cui la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) vigila sull’operato delle piattaforme.

Equity crowdfunding: meccanismi di tutela

A tutela degli utenti che scelgono le piattaforme di Crowdfunding, la Consob effettua controlli sulle piattaforme stesse, per verificare regolarità e correttezza nella gestione dei portali che ospitano le società su cui si investe. Un fattore da mettere in evidenza è poi quello del controllo esercitato dalle stesse piattaforme sulle società ospiti, a causa della forte concorrenza in questo mercato.

Le società che operano sul mercato sono numerosissime, ma è interesse primario delle piattaforme aggiudicarsi le startup migliori, cercando di evitare quelle esposte a rischio di fallimento.

Se si considera che nel mercato delle startup la percentuale di fallimento è molto elevata, avere più strumenti che vigilino sulle capacità di ogni azienda può essere davvero un valido aiuto per gli investitori. Le aziende che vengono accolte in piattaforma offrono infatti alcune garanzie riconosciute. Si tratta di società che hanno già all’attivo un fatturato oppure hanno già testato il mercato in cui vogliono inserirsi e si presentano quindi con una maggiore affidabilità.

Investire in startup: quali sono i vantaggi

L’investimento in startup presenta forti analogie con l’investimento in Borsa. Uno dei fattori che accomuna le due operazioni è la tassazione, per entrambe al 26% sui guadagni. In secondo luogo, come per gli investimenti in azioni, il finanziatore rischia solo il capitale stabilito, in quanto investendo in una Società di Capitali, l’operatore non mette in gioco la totalità del proprio patrimonio o dei propri risparmi, ma solo il capitale delle quote acquistate.

Per porre rimedio al problema della difficoltà di vendita delle quote, la Consob ha autorizzato la formazione di bacheche attraverso le quali è possibile vendere rapidamente le proprie, qualora lo si desideri, a soggetti terzi, favorendo così l’accesso di nuovi soci nella società.

L’investimento in startup presenta però anche dei vantaggi aggiuntivi rispetto all’investimento in Borsa, ossia delle agevolazioni fiscali. Per chi investe in startup è prevista infatti la possibilità di detrarre tra il 30% e il 50% della somma investita dalla dichiarazione dei redditi.

Investire in startup: quali sono i contro

Il principale svantaggio di questa operazione finanziaria è il tempo necessario a vedere i frutti del proprio investimento. In realtà, si tratta di un investimento a lungo termine, per cui non ci saranno effettivi guadagni per almeno 5 anni dall’investimento. Perché occorre aspettare tutto questo tempo? La risposta risiede nella natura stessa della startup, che per legge non può distribuire i propri utili durante i primi 5 anni di attività. Anche se alcune startup rinunciano alle agevolazioni derivanti da questo divieto, le aziende che producono dividendi entro i primi 5 anni rappresentano una minoranza.

Una seconda problematica che si può incontrare investendo in startup è una certa difficoltà nel rivendere le proprie quote societarie (diversamente dal mercato azionario, molto dinamico). Per ovviare a questo problema, la Consob ha permesso la creazione di apposite bacheche su cui vendere le quote.

Come scegliere la startup su cui investire?

Le piattaforme di Crowdfunding offrono agli investitori una vastissima scelta di startup controllate, tuttavia è bene essere ancora più prudenti e verificare anche di persona alcuni dati relativi alle aziende su cui si desidera investire.

La sola lettura del Business Plan non è di solito sufficiente ad avere le idee chiare sull’azienda e su quali potrebbero essere le sue potenzialità sul mercato: questo documento è soggetto a molteplici cambiamenti ed è molto facile che, basandosi solo su di esso, si possa incorrere in previsioni poco affidabili.

Ci sono invece metodi più sicuri, che consentono all’investitore di scegliere la startup su cui puntare con maggiore tranquillità:

  • Verificare le capacità gestionali degli imprenditori. Assicurarsi che chi si occuperà del progetto possieda le dovute competenze per portarlo a termine.
  • Studiare il mercato sul quale la startup vuole puntare e in particolar modo studiarne il trend di crescita. L’immissione in un mercato grande, che offra possibilità interessanti per la startup, è un fattore da non sottovalutare nella valutazione dell’impresa e per il finanziatore è fondamentale prestare attenzione a queste informazioni, ma ancora di maggior importanza è lo studio dei trend di crescita di questo mercato. Studiare il trend di crescita di un mercato significa acquisire informazioni a proposito della propensione dei risparmiatori a investire in quel determinato settore, sia nel momento attuale che nel prossimo futuro. Ad esempio, un trend di crescita del 10% significa che il 10% dei risparmiatori vuole attualmente investire in quel determinato settore; se il trend di crescita dei prossimi tre anni fosse del 20%, allora significherebbe che la propensione a investire in quel settore raddoppierebbe in futuro. Un trend di crescita positivo è quindi un ottimo segnale per l’investitore, poiché in un mercato dal trend di crescita positivo, anche un’azienda dalle competenze non eccezionali potrebbe sopravvivere e avere successo, abbassando così il tasso di rischio dell’investimento. Il trend di crescita è solitamente riportato sul Business Plan della startup.
  • Diversificare gli investimenti. Evitare di investire tutto il proprio denaro in un’unica azienda è sempre una buona forma di tutela, in qualsiasi investimento. Nel caso delle startup, una sola azienda che viene quotata in Borsa e ottiene successo può produrre guadagni tali da coprire le perdite di molteplici investimenti meno fortunati, per cui è altamente consigliabile investire il proprio capitale frazionandolo e distribuendolo in più aziende, per aumentare le possibilità di successo ed evitare di perdere tutto, qualora un unico investimento si rivelasse fallimentare.

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