Cos’è il tasso d’interesse?

Il tasso di interesse può assumere una duplice veste e rappresentare il costo di un prestito o la remunerazione di un investimento.

Mi spiego meglio.

Nel primo caso, il tasso d’interesse è la percentuale (calcolata su base annuale, mensile, giornaliera, ecc…) che chi riceverà denaro in prestito dovrà versare in aggiunta al capitale da rimborsare a rate (dai un’occhiata all’articolo sull’Euribor per capire in che modo le banche stabiliscono il tasso d’interesse di un prestito).

Sarà quindi un vero e proprio costo che dovrà essere valutato assieme ad altri elementi per stabilire se quel prestito è davvero conveniente.

Mentre per chi presta il denaro rappresenta la remunerazione per aver concesso il finanziamento.

Facciamo un esempio per toglierci qualsiasi dubbio a riguardo:

Se presto 100 euro al tasso del 10% annuo, dopo un anno dovrò riceverò 110€. Tale somma sarà formata da:

  • 100€ rappresentati dal capitale che ho prestato e che mi è stato restituito;
  • 10€ di interessi che sono la remunerazione per aver prestato i 100 euro.

Il tasso d’interesse per attualizzare un investimento

rischio-di-un-investimento

Attualizzare un investimento significa calcolare il rendimento ad oggi di un investimento che produrrà i suoi frutti in una data futura.

Detto questo cerchiamo di capire con un esempio l’ambito di applicazione del concetto di tasso d’interesse rapportato ad un investimento.

Supponiamo di voler investire 300.000€ per aprire una cartolibreria. L’attività procede discretamente e riesce ad ottenere un rendimento, al netto di tutte le spese, pari a 1.000 euro al mese, quindi 12.000€ annui.

Per calcolare il tasso del rendimento di questo investimento ti basta dividere 12.000 per 300.000 (12.000/300.000=4%).

Un altro esempio di investimento potrebbe essere rappresentato dall’acquisto di titoli di Stato, attraverso i quali un privato può prestare soldi ad uno Stato. Parliamo di un investimento a basso rischio con un rendimento del 2% a 10 anni.

Alla luce di questi due esempi cosa possiamo dedurre?

Che in questo caso il tasso d’interesse ci permette di calcolare il cosiddetto premio per il rischio, ovvero quanto ne vale la pena investire in un attività o in un prodotto finanziario.

I tassi di interesse non sono sempre uguali

Come hai visto nell’esempio precedente un investimento avrà un tasso d’interesse diverso in relazione al suo livello di rischio.

All’aumentare del rischio aumenterà anche il tasso.

Ma quali sono i parametri da prendere in considerazione per valutare il livello di rischio di un investimento?

Scopriamoli assieme.

La durata

Più la durata di un investimento è lunga, maggiore sarà il tasso d’interesse.

Se contrai un mutuo in banca decidendo di rimborsarlo in 5 anni, il tasso sarà nettamente più basso rispetto ad un muto rimborsabile in 30 anni.

In 30 anni la tua vita potrebbe cambiare radicalmente (potresti perdere il lavoro ad esempio) e ciò genera un maggior livello di incertezza e rischio per la banca che ti concede un mutuo.

Quindi maggiore il rischio, più alto il tasso.

Grado di affidabilità dell’investimento

L’affidabilità dell’investimento ed il livello di solvibilità del debitore (ovvero colui che dovrà restituire il prestito) sono aspetti fondamentali per la valutazione del rischio.

Facciamo un esempio pratico.

Devo valutare il rischio di due investimenti differenti:

  • Prestare dei soldi all’amico del cugino della mia vicina di casa
  • Acquistare delle obbligazioni svedesi (quindi prestare soldi alla Svezia).

Quale dei due debitori è più affidabile? Ovviamente la Svezia.

Nel primo caso il tasso d’interesse sarà decisamente più elevato perché l’investimento è meno affidabile ed il rischio più elevato.

Possibilità di riscattare facilmente i soldi

Un’altra variabile che va a determinare il tasso di interesse è sicuramente la liquidità, cioè la facilità con cui puoi riscattare o meno la somma che hai investito.

Se per esempio presti i soldi ad una persona, con la possibilità di poterli riprendere in qualsiasi momento, sarai disposto ad accettare un tasso di interesse più basso rispetto al prestare i soldi ad una persona e non poterli chiedere almeno per un anno.

Cosa sono il TAN e TAEG?

In tema di prestiti avrai certamente sentito più volte parlare del TAN (tasso annuo nominale) o del TAEG (Tasso annuo effettivo globale) ma sai cosa sono e quali sono le differenze che li caratterizzano?

Cerco di chiarirti velocemente le idee a riguardo.

Il TAN è il tasso annuo nominale ed indica la percentuale di interessi su base annua che dovrai riconoscere alla banca che ti ha concesso il prestito.

Ma il tasso d’interesse non è l’unico costo da prendere in considerazione quando si chiede un finanziamento.

Spese legate all’avvio dell’istruttoria, perizie ed assicurazione sono solo alcune voci di costo che andranno a sommarsi al tasso d’interesse.

Ed ecco che entra in gioco il TAEG, che si compone del TAN più tutte le spese accessorie legate ad un prestito, il tutto calcolato sempre su  percentuale annua.

Si tratta di un dato puramente virtuale che serve essenzialmente per conoscere il costo globale di un prestito.

Quindi in cosa si differenziano TAN e TAEG (anche noto come ISC, Indicatore sintetico del costo) ?

Il TAN indica semplicemente la percentuale annua d’interessi mentre il TAEG è in grado di fornirti la percentuale annua dell’intero costo da sostenere per il prestito, dato da interessi più tutti i costi accessori.

 

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