Differenza tra fondi pensione aperti e chiusi

Hai mai pensato a cosa accadrà quando andrai in pensione? Riuscirai a mantenere un buon tenore di vita oppure prevedi che la tua pensione non basterà a farti vivere dignitosamente? In tal senso, pensare alla previdenza integrativa è un qualcosa da non rimandare che va fatto quando si è ancora giovani.

Infatti si tratta di una soluzione ideale utile per garantirsi una vecchiaia senza alcun genere di preoccupazione di natura economica. Per vivere tranquillamente, allora, c’è bisogno di un fondo pensione.

Sottoscrivere un prodotto così specifico permette, proprio a tutti, attraverso versamenti di quote prestabilite o del TFR mensile, di maturare una pensione che va ad integrare quella statale, da ricevere una volta raggiunta l’età prestabilita.

È bene dire, però, che esistono diverse tipologie di fondi pensione. Infatti ce ne sono di aperti o chiusi, con delle specifiche differenze a seconda degli intermediari interpellati e dei soggetti che possono accedervi. Ecco, quindi, tutte le differenze che intercorrono tra fondi chiusi e fondi aperti.

Fondo pensione chiuso: le caratteristiche

Il fondo pensione chiuso non permette a tutti di accedere

Per comprendere al meglio le differenze è bene analizzare separatamente le caratteristiche dei fondi pensione chiusi e aperti.

Il fondo pensionistico chiuso viene chiamato anche negoziale e non permette a chiunque di accedervi. Si tratta di un piano complementare riservato solo a categorie specifiche di lavoratori. Questo prodotto viene messo a disposizione solo dei dipendenti dopo aver raggiunto un accordo fra aziende e sindacati ma, attenzione, resta un sempre ad appannaggio delle fondazioni o assicurazioni.

Per accedere è necessario aderire su base collettiva. Quindi possono godere dei benefici in contratto solo i lavoratori dipendenti di aziende private che vengono assunti con contratti subordinati determinati o indeterminati. Inoltre rientrano anche i dipendenti pubblici e coloro che lavorano come apprendisti, oppure, si tratta di lavoratori atipici e soci di cooperative.

Quando si sottoscrive un contratto con un ente assicurativo o una fondazione che fornisce tale servizio, prima di tutto, si richiede come conferire i fondi necessari per maturare il rendimento negli anni. A questo punto si può scegliere se contribuire con la quota TRF mensile o in percentuale, tenendo conto del contratto collettivo di categoria. In alternativa è concesso effettuare un versamento cumulativo dei contributi ma ciò è a carico del datore di lavoro.

Il fondo pensione chiuso permette di accedere a dei veri e propri sconti che riguardano l’aliquota fiscale che si applica nel momento in cui si percepisce la pensione.

Ma cosa succede se cambia lo status del lavoratore? Se la sua posizione muta è possibile che si perdano i requisiti per poter partecipare a tale fondo, quindi, non si ha più il diritto a contribuire. E il denaro già versato viene liquidato oppure no?

Sicuramente è sempre possibile riscattare la posizione maturata negli anni ma, attenzione, applicando una ritenuta fiscale pari al 23%. Si può anche decidere di lasciare il denaro già versato senza dover aggiungere altro e attendere la scadenza futura. Ovviamente vengono mantenuti i costi di gestione. Infine si può decidere di trasferire la posizione guadagnata fino a quel momento verso un altro prodotto, ad esempio, un fondo pensione aperto o un altro genere di piano pensionistico. In questo caso non si deve sostenere alcun onere di natura fiscale.

Se lo scopo della pensione integrativa è quella di aumentare il livello di denaro da percepire quando non si lavorerà più, allora, è consigliabile evitare di riscattare il denaro, quindi, continuare a beneficiare delle varie agevolazioni fiscali che agiscono sul capitale e sui contributi versati. In tal caso sono previsti sconti percentuali sulle aliquote da applicare nel momento in cui verrà erogata la pensione.

Fondo pensione aperto: le caratteristiche

I fondi pensione aperti possono essere sottoscritti da tutti

Un fondo pensione aperto è un prodotto con molti meno vincoli rispetto a quello analizzato in precedenza. Si tratta di contratti che possono essere venduti da imprese assicurative, banche, società di intermediazione mobiliare o di gestione del risparmio. Questi enti funzionano come dei veri e propri intermediari, permettendo a tutti coloro che vogliono costruire un gruzzolo per il loro futuro, di farlo.

Il fondo pensione aperto, a differenza di quello chiuso, è disponibile proprio per tutti i lavoratori autonomi e non solo, che desiderano aumentare il volume della loro pensione. Possono accedere anche studenti, casalinghe o lavoratori dipendenti presso aziende che non sottostanno ad un contratto collettivo di categoria. Pertanto la prima differenza che balza all’occhio è proprio la destinazione del prodotto.

Chi sceglie di sottoscrivere questo genere di contratto può beneficiare di maggiori tutele. Infatti il risparmio che viene accumulato con il tempo, ad esempio, è sempre impignorabile o insequestrabile. Inoltre non ci sono problemi se muta la posizione lavorativa del titolare poiché può continuare a contribuire secondo le scadenze prestabilite.

In realtà il funzionamento tra il fondo pensionistico chiuso e aperto è, pressoché, lo stesso. Anche in questo caso è concesso godere di agevolazioni fiscali ma, va detto, anche di detrarre dalla propria dichiarazione di redditi annuale un importo non superiore a 5164,57 euro.

Fondi pensione aperti o chiusi: come orientarsi?

Il fondo pensione è un’opportunità che non può essere assolutamente trascurata, soprattutto, quando ci si trova a fare i conti con un continuo rialzo dell’età pensionabile, di diminuzioni delle cifre da percepire e sempre minori garanzie per il futuro.

Le imprese assicurative ma anche altri enti finanziari, allora, mettono a disposizione tali prodotti per tutti coloro che vogliono trascorrere una vita tranquilla. Però, tra gli elementi in evidenza, non bisogna sottovalutare mai la propria posizione lavorativa. Infatti ciò può portare a scegliere fondi istituiti da accordi sindacali, oppure, istituti privati.

Per valutarne la convenienza e comprendere ancor di più le differenze tra fondi pensione aperti o chiusi, è bene sempre analizzare nel dettaglio tutte le condizioni proposte in contratto. Infine bisogna fare attenzione anche ai costi di gestione e al rischio di investimento connesso al fondo. Infatti è proprio qui che si gioca la partita sulle differenze tra questi prodotti.

Ho una laurea in economia ed una in finanza Banche e Assicurazioni. Ho fatto il consulente finanziario ed ho lavorato 10 anni e 4 mesi in banca. Mi occupo prevalentemente di finanza agevolata e investimenti.

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