Attestato di rischio e classe di merito: tutto quello che devi sapere

L’attestato di rischio e la classe di merito sono due elementi fondamentali che compongono la polizza Rca Auto, ma cosa sono esattamente e quali sono le loro caratteristiche?

A queste, ed a tante altre domande, risponderemo in maniera approfondita in quest’articolo.

Prima di entrare nel vivo del discorso, cerchiamo di definire a grandi linee cosa si intende per attestato di rischio e per classe di merito.

La classe di merito è un vero e proprio di punteggio assegnato per legge  ad un automobilista in base alla sua sinistrosità, e può essere una classe interna della compagnia (che ne determina un particolare percorso tariffario all’interno della stessa) oppure CU (classe universale) che è quella assegnata per legge e valida per tutte le compagnie, appunto definita universale.

L’attestato di rischio, invece, è un particolare documento emesso dalla compagnia assicurativa che certifica la storia assicurativa degli ultimi 5 anni dell’automobilista, che sono diventati 10 anni con l’ultima riforma (1 giugno 2018).

Dal 1 luglio 2015, l’attestato di rischio non è più un documento cartaceo ma esclusivamente digitale, che è possibile reperire presso la banca dati gestita dall’Ania (Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici) oppure nella pagina web riservata all’assicurato della compagnia di assicurazione scelta.

Le informazioni che compongono questo importantissimo documento assicurativo sono:

  • Denominazione dell’impresa assicuratrice
  •  Nome e cognome del contraente
  •  Numero della polizza
  •  Data di scadenza della polizza
  •  Formula tariffaria
  •  Firma dell’assicuratore
  •  Targa del veicolo
  •  Classe CU di provenienza e di assegnazione
  •  Tabella con l’indicazione dei sinistri pagati, a responsabilità principale, a responsabilità paritaria, riservati a cose e riservati a persone negli ultimi 10 anni
  • Codice IUR (Novità introdotta per contrastare le frodi)

Ecco l’indice degli argomenti che troverai in questo articolo

1) Attestato di rischio: la differenza tra N.A. ed N.D.

Quando si parla di attestato di rischio, vi è sempre un profondo dubbio tra gli assicurati.

“Quale dicitura selezionare tra N.A e N.D. e cosa significano?”

Partiamo col precisare che “N.A.” e “N.D.” indicano rispettivamente, “non assicurato” e “non disponibile” e servono ad evidenziare i periodi in cui l’automobilista non è stato assicurato.

La presenza di una delle due diciture influenza di molto la tariffa assicurativa della Responsabilità civile.

Questo perché un attestato di rischio completamente valorizzato negli anni consente alla compagnia di valutare meglio il grado di rischio nell’assumere o meno quel cliente.

Tale aspetto può essere facilmente riscontrato nel fatto che una classe CU acquisita con la legge Bersani (che presenterà quindi degli anni non valorizzati con la dicitura N.A.) presenterà un premio assicurativo maggiore rispetto alla stessa classe raggiunta dopo anni di assicurazione, quindi con un’ attestazione dello stato di rischio completamente valorizzata.

2) Ci si può assicurare senza l’attestato di rischio?

A questo punto, la domanda sorge spontanea: è possibile assicurarsi senza fornire l’attestato di rischio?

Sebbene possa sembrare strano, ciò è possibile ma solo in 3 casi:

2a) Stipula della prima assicurazione per un mezzo nuovo o usato

È il classico caso in cui sia necessario assicurare, per la prima volta, un veicolo appena acquistato.

Dato che non vi è la possibilità di usufruire della legge Bersani, l’assicurazione del mezzo inizierà dalla classe d’ingresso equivalente alla CU 14.

Pertanto, si può stipulare la polizza senza fornire alcun attestato di rischio.

2b) Mancata ricezione o perdita dell’ultimo attestato di rischio valido

Se è stato smarrito o non è stato ancora ricevuto il documento, bisogna richiedere un duplicato dell’ultimo attestato alla propria compagnia assicuratrice.

Esso sarà rilasciato entro 15 giorni dalla richiesta e avrà una durata di 5 anni dall’ultima data di scadenza del contratto.

Se invece la mancata ricezione è dovuta a problemi legati alla compagnia (esempio, liquidazione coatta amministrativa), si deve fare richiesta del documento all’agenzia di appartenenza, tramite raccomandata a/r.

Qualora non si ottenesse neanche in questo modo, si potrà fornire la raccomandata come prova della richiesta e si procederà con la compilazione di un’autocertificazione.

2c) Attestato inutilizzabile poiché scaduto

Se un mezzo non viene assicurato per più di 5 anni, l’assicurazione Rca assegnerà automaticamente la classe CU 18, cioè quella riservata alle polizze stipulate in assenza di attestato di rischio valido.

Tale classe viene assegnata anche nel caso in cui l’assicurato non abbia completato il pagamento dell’annualità (esempio, ha pagato solo il primo semestre).

3) Si può autocertificare l’attestato di rischio?

È possibile autocertificare l’attestato di rischio ma solo nel caso in cui la compagnia assicurativa non provveda ad emetterlo e ci sia dimostrazione di ciò.

L’autocertificazione è una dichiarazione in carta, che verrà fornita alla compagnia con cui si vuole stipulare la nuova polizza.

Inoltre, la compagnia non potrà rifiutare di assicurare il mezzo in assenza di attestato di rischio e dovrà accettare l’autocertificazione.

Quest’ultima contiene le seguenti informazioni:

  •  Scadenza e compagnia dell’ultima polizza assicurativa
  •  Targa del veicolo
  •  Ultima classe di assegnazione (CU)
  •  Numero di sinistri commessi negli ultimi 5 anni.

In calce all’autocertificazione è presente anche una parte in cui il cliente dichiara di rispettare gli articoli 1892 e 1893 del Codice Civile.

Tali articoli disciplinano le dichiarazioni inesatte e reticenze con e senza dolo o colpa grave.

Per conoscere nel dettaglio la normativa in materia, puoi consultare gli articoli 1892, 1893 del Codice Civile ed il Regolamento ISVAP n.4 allegato 2.

4) L’attestato di rischio elettronico e dinamico

Con l’eliminazione dell’obbligo di esposizione del certificato assicurativo (cartaceo),  sono state introdotte delle modifiche anche per quanto concerne l’attestato di rischio stesso.

Dal 1° luglio 2015, infatti, non è più disponibile in formato cartaceo, ma solo digitale.

In questo modo, il cliente ha la possibilità di scaricare la propria documentazione, in qualsiasi momento, dall’area privata del sito web della compagnia assicurativa scelta.

L’introduzione dell’attestato di rischio elettronico ha portato con sé numerosi vantaggi, tra cui una maggiore velocità nella stipula dei contratti, un’assenza del rischio di perdere l’attestato e della mancata consegna del documento.

Inoltre con la modifica in vigore da 01/06/2018 si può valutare correttamente la sinistrosità dell’assicurato, quindi il numero di sinistri denunciato in un dato periodo di tempo. Fino a poco fa, infatti, i sinistri pagati fuori dal periodo di osservazione o dopo la scadenza del contratto, non venivano utilizzati per valorizzare correttamente la sinistrosità dell’assicurato, nel caso quest’ultimo avesse cambiato compagnia di assicurazione alla scadenza della polizza, è inutile ricordare che queste nuove modifiche porteranno benefici a tutti gli assicurati onesti perché verranno smascherate sempre più spesso le frodi.

5) Come richiedere il duplicato dell’attestato di rischio

Prima dell’introduzione dell’attestato di rischio elettronico, era necessario avere sempre con sé la documentazione cartacea, in modo da poterla anche presentare durante la stipula di una nuova polizza.

Pertanto, nel caso in cui il documento in questione fosse stato smarrito, risultava fondamentale richiedere una nuova copia alla propria compagnia assicurativa.

In tal senso, l’assicuratore era obbligato a fornire al cliente il duplicato entro 15 giorni dalla richiesta.

Oggi, invece, la situazione è molto più semplice.

6) Classe di merito e attestato di rischio

Come abbiamo visto, tra le voci che devono assolutamente comparire all’interno dell’attestato di rischio, vi è la classe CU di provenienza.

Essa non è altro che la classe di merito universale assegnata al cliente.

In sostanza, si tratta di un numero su una scala da 1 a 18, che determina insieme a tanti altri fattori (immatricolazione del veicolo, età del proprietario, alimentazione ecc…) il premio assicurativo.

Si può dire che la classe di merito sia il voto che, tenendo conto del passato assicurativo e, quindi, di eventuali sinistri commessi, viene attribuito all’automobilista in base al comportamento tenuto alla guida.

Questo discorso vale sempre, eccetto per neopatentati. Se vuoi approfondire l’argomento legato alle assicurazione per i neopatentati, leggi questo articolo che ho preparato a riguardo.

Proprio per questo motivo, la classe di merito segue sempre il proprietario del veicolo.

Ciò si può notare specialmente nel caso in cui il proprietario del veicolo e il contraente della polizza assicurativa siano due persone diverse.

In tal modo, la classe in questione è propria solo del proprietario e il contraente è colui che paga il premio assicurativo e riceve comunicazioni da parte della compagnia.

La classe di merito si può “ereditare” su un nuovo contratto a patto che il proprietario sia lo stesso oppure un suo familiare convivente, in quel caso sarà necessaria l’esibizione dello Stato di Famiglia (Decreto Bersani)

In aggiunta, è possibile trasferire la classe di merito da un veicolo ad un altro, ma solo a patto che il proprietario resti invariato ed il veicolo originario sia oggetto di:

  • Definitiva esportazione all’estero
  •  Demolizione
  •  Furto
  •  Vendita
  •  Cessazione definitiva della circolazione
  •  Consegna in conto vendita ad un ente abilitato per legge a ritirarlo.

7) Quanto incide la classe di merito sulla rata della polizza?

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La classe di merito incide fortemente sul costo della polizza Rca, anche se non si tratta dell’unico fattore che ne influenza il prezzo.

Tra gli altri elementi che vengono tenuti in considerazione al momento del calcolo della tariffa Rca, infatti, ci sono anche:

  • Residenza proprietario
  • Potenza veicolo (kw e cilindrata)
  • Mezzi di sicurezza (ABS, Airbag ecc)
  • Età del proprietario
  • Alimentazione
  • Casa costruttrice
  • Numero di posti
  • Professione
  • E tanti altri coefficienti.

Comunque, la classe di merito risulta essere il parametro principale all’interno del sistema bonus-malus.

Questo sistema assegna, infatti, un valore tra 1 (classe di merito migliore) e 18 (classe di merito peggiore).

Dunque, una classe di merito bassa coinciderà con una polizza assicurativa più economica.

Quindi una classe di merito bassa pagherà sempre meno rispetto ad una con un punteggio più elevato?

La risposte è no.

Esistono almeno tre casi in cui un automobilista con classe di merito più alta potrebbe pagare una polizza inferiore rispetto ad uno con classe più bassa:

Differenza di veicolo: a parità di situazione assicurativa, dati anagrafici e residenza, un’auto con potenza maggiore pagherà un premio più elevato;
Differenza geografica: a parità di mezzo, dati anagrafici, classe di merito e composizione dell’attestato di rischio, un contraente residente a Roma pagherà di più rispetto a uno che risiede ad Aosta;
Differenza di sinistrosità: a parità di qualsiasi altro fattore, un cliente con attestato senza incidenti negli ultimi 5 anni pagherà meno rispetto a un assicurato che ha commesso un sinistro.

Esiste un caso in cui, dopo aver commesso un incidente per colpa, la polizza non aumenta. Ciò accade solo in presenza di una particolare clausola nota come “bonus protetto”.

8) Come scoprire in che classe di merito sei

Scoprire la tua classe di merito è davvero molto semplice.

Basta, infatti, consultare il contratto di assicurazione oppure l’attestato di rischio online.

Tuttavia, se non si hanno a disposizione tali documenti, la classe di merito può essere ricavata attraverso i comparatori online.

Difatti, esistono diverse compagnie o siti di comparazione (tra i più noti vi sono, per esempio, Segugio, facile.it e il nostro preferito: quale.it) che permettono di richiedere un preventivo in modo piuttosto rapido.

Inserendo i dati richiesti (generalmente, basta inserire anche solo la targa del veicolo e la data di nascita del proprietario) si può risalire alla propria classe di appartenenza.

9) Come si calcola la classe di merito?

La classe di merito universale si inserisce all’interno del sistema bonus-malus, che regola le polizze assicurative.

Tale sistema è suddiviso in classi di merito, appunto, a cui appartiene un diverso premio assicurativo.

Si va dalla 18 (la più alta e costosa) alla 1 (la più basse ed economica).

Il sistema bonus-malus, infatti, si basa sull’incentivare uno stile di guida sicuro, permettendo di raggiungere classi più basse ed economiche agli automobilisti più prudenti.

Le regole generali sono:
• Se non si possiede un passato assicurativo, si viene inseriti nella classe di merito CU 14;
• Qualora siano stati commessi sinistri durante l’anno assicurativo, la CU diminuisce di una unità;
• In presenza di sinistri commessi e liquidati nel periodo in questione con responsabilità totale, la CU aumenta di 2 unità.

Tenuto conto di questi parametri, risulta molto semplice stabilire a grandi linee la propria classe di merito e si è in grado di valutare se si andrà in contro ad un incremento o un decremento della CU.

10) Quando la classe di merito aumenta e quando diminuisce

Prestare attenzione alla classe di merito universale di appartenenza è molto importante, in quanto influisce, positivamente o negativamente, sul premio del rinnovo dell’assicurazione.

Infatti, in caso di malus, la compagnia assicuratrice potrebbe aumentare i costi per il rinnovo, mentre, qualora ci fosse un bonus, tale prezzo potrebbe diminuire (ma non è detto).

Ma cosa vuol dire tutto ciò?

Per capirlo, bisogna partire da un concetto particolare, su cui si basa l’intero sistema bonus-malus e lo stesso attestato di rischio.

Nel corso dell’anno in cui si è assicurati, possono verificarsi due differenti scenari: uno positivo e uno negativo.

Il primo, nonché quello più auspicabile, è caratterizzato dal fatto che non venga commesso nessun sinistro stradale.

In tal caso, alla fine dell’annualità, la compagnia assicurativa provvederà a far diminuire di una unità la classe di merito.

In aggiunta a ciò, l’assicurato vedrà anche una diminuzione del premio assicurativo.

Si precisa che quest’ultima si tratta di una regola generale, che non sempre viene applicata in modo automatico da tutte le Imprese.

A causa delle tariffe assicurative che variano annualmente, è possibile che ciò non accada.

Per tali ragioni, è opportuno confrontare differenti preventivi di rinnovo, al fine di trovare quello più conveniente.

Nel secondo caso, ovvero lo scenario negativo e assolutamente non auspicabile, accade che vengono commessi uno o più sinistri nel corso dell’anno assicurativo.

Pertanto, come prevede la regola del sistema bonus-malus, l’impresa Assicuratrice, al termine dell’annualità, aumenterà di 2 unità la classe di merito universale per un sinistro commesso mentre se la sfortuna vuole che ci siano 2 sinistri con responsabilità principale nello stesso anno assicurativo la classe CU salirà di ben 5 unità.

Inoltre, si subirà un incremento del prezzo del premio assicurativo di rinnovo.

Il tutto avverrà in caso di:
– Sinistro con responsabilità principale
– Sinistro con concorso di colpa, in cui la percentuale di corresponsabilità sommata a quella di un sinistro precedente in concorso di colpa è almeno del 51%

11) Come conservare la classe di merito in caso di incidente

Alla luce di quanto detto fino ad ora, verrebbe spontaneo ritenere che, qualora venga commesso anche un solo incidente, non sia possibile conservare la classe di merito di appartenenza, ma ci si dovrà aspettare un inevitabile aumento della CU di 2 unità.

In realtà, ciò non è del tutto vero, in quanto esistono due possibilità per mantenere la propria CU:

11a) Rimborso dell’incidente indennizzato

Molto spesso, quando viene causato un incidente, vi è la possibilità di rimborsare alla propria compagnia assicuratrice la somma risarcita alla parta danneggiata.

In tal modo, si procede con una richiesta all’Impresa stessa che vi rilascerà un modulo per contattare Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), che a sua volta vi informerà sull’importo liquidato alla controparte e sarete voi a decidere se rimborsare la Compagnia dell’importo speso per farvi cancellare il sinistro dall’attestato e quindi ripristinare la vostra classe CU.

Inoltre se nel frattempo avete pagato un premio superiore in virtù di quel sinistro la vostra Compagnia procederà a rimborsarvi la differenza fra quanto avete pagato e quanto avreste dovuto pagare in assenza del sinistro.

Pertanto, è sempre bene valutare, nel momento in cui viene commesso un sinistro, se sia finanziariamente favorevole rimborsare la compagnia ed evitare l’aggiunta del malus oppure subire l’incremento del premio assicurativo del rinnovo.

Tuttavia, quando viene commesso un incidente senza feriti e con lievi danni, può essere conveniente risarcire direttamente il danneggiato, senza coinvolgere le assicurazioni.

Nel caso in cui si optasse per questa soluzione, sarebbe opportuno farsi firmare una liberatoria dalla controparte, in cui ella dichiara di essere stata rimborsata e di non avere più nulla a pretendere per il sinistro in oggetto.

11b) Acquisto del cosiddetto “bonus protetto”

Nel momento in cui viene stipulato un nuovo contratto assicurativo, vi è la possibilità di acquistare un servizio aggiuntivo.

Si tratta del cosiddetto bonus protetto, ovvero una garanzia che preserva automaticamente la classe di merito interna della compagnia, in caso di sinistro.

In tal modo, si eviterà un aumento del premio assicurativo, ma non si scongiurerà l’aumento della classe di merito universale.

Essa, infatti, subirà comunque una penalizzazione e verrà incrementata di 2 unità.

Questo servizio è utile solo se la polizza verrà rinnovata con la stessa Impresa assicuratrice, che, proprio grazie al bonus protetto, non prenderà in considerazione l’attestato di rischio.

Ove si decida di cambiare Impresa, la nuova terrà necessariamente conto del documento e, dunque, vi sarà un aumento del premio.

12) Attenzione alla differenza tra classe di merito universale e classe di merito interna

La classe di merito “universale” è quella che viene presa in considerazione da tutte le compagnie.

Essa consente di mantenere la medesima classe, anche nel momento in cui si decidesse di cambiare compagnia assicurativa.

La classe di merito interna, invece, è una classificazione elaborata dalla compagnia assicurativa che incide sul calcolo del premio e che varia da compagnia a compagnia.

13) Per quanto tempo dura la classe di merito?

Non è raro che capiti di rimanere senza un veicolo per un determinato periodo.

Pertanto, appare logico chiedersi se, dato che non si paga una polizza assicurativa, ci sia il rischio di perdere la propria classe di merito universale e il passato assicurativo.

La normativa vigente (articolo 5 comma 1 della legge 40 del 2007) prevede che l’attestato di rischio abbia una validità di 5 anni.

Perciò, la CU e la storia assicurativa potranno essere utilizzate entro un massimo di 5 anni dalla data di scadenza del documento.

La situazione è più complicata nel momento in cui si usufruisce della legge Bersani.

Se l’attestato di rischio è scaduto da meno 5 anni, tale norma non può essere utilizzata.

La legge Bersani, che permette di assicurare un mezzo acquistato da un familiare convivente mantenendo la stessa CU, prevede che, al momento della stipula del contratto, la polizza “originale” sia in vigore.

14) Devi pare la polizza auto?

Adesso che sai tutto sull’attestato di rischio, puoi fare la polizza con maggiore consapevolezza:

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