Rendita conto corrente: esistono davvero conti correnti ad alto rendimento?

Rendita conto corrente: esistono davvero conti correnti ad alto rendimento?
Ultima modifica Febbraio 9, 2021

La rendita di un conto corrente è rappresentata dagli interessi attivi che vengono riconosciuti periodicamente all’intestatario del conto. Si tratta quindi della remunerazione riconosciuta in favore dei correntisti per aver depositato e “prestato” il loro denaro alla banca. Tuttavia un conto corrente non può essere considerato come una forma d’investimento perché, con i tassi BCE praticamente pari a zero, sono molti i conti che non prevedono interessi attivi.

In poche parole, il più delle volte il rendimento di un conto corrente è inesistente oppure davvero basso, anche per via delle spese che dovrai sostenere per mantenere attivo il conto. Tuttavia uno dei conti più interessanti da prendere in considerazione in tema di rendimento è il conto corrente online di Widiba che, oltre ad essere a zero canone, offre un tasso lordo annuo del 1% su una linea vincolata a 6 mesi.

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Conto corrente ed interessi

Partendo dalla stessa risposta che fornisce la Banca d’Italia sul proprio sito, un conto corrente è, per definizione, uno strumento che permette al cliente la gestione del proprio denaro. La banca presso la quale si apre il conto, infatti, custodisce i risparmi e offre una serie di servizi alla propria clientela, come l’accredito di stipendio o pensione, i pagamenti, i bonifici, le carte di debito e di credito. Inoltre i titolari del conto corrente sanno che possono prelevare o versare in qualsiasi momento.

La prima distinzione tra un conto corrente e una qualsivoglia forma di investimento è proprio questa: la disponibilità del denaro. Se i risparmi sono sul conto corrente possono essere prelevati in qualsiasi momento, se invece sono investiti occorrono diversi giorni prima che se ne abbia la disponibilità e inoltre non è detto che il momento sia propizio per disinvestirli.

Appare perciò evidente che il fine ultimo del conto corrente non sia quello della remunerazione delle somme depositate, sebbene, per questioni di marketing e per battere la concorrenza di altre offerte, non è affatto raro che un c/c possa garantire tassi d’interesse attivi.

Ma che cos’è il rendimento di un conto corrente?

Abbiamo già accennato al fatto che la rendita del conto corrente è rappresentata dagli interessi sul conto corrente attivi e quindi riconosciuti in favore dei correntisti. Solitamente il rendimento lordo è indicato nel contratto mentre quello effettivo viene calcolato dalla banca alla fine dell’anno e comunicato tramite l’estratto conto con riferimento al 31 dicembre, in funzione del tasso riconosciuto.

Le banche che riescono a concedere ai clienti un tasso più alti sono sono quelle che propongono conti correnti online, come Web Sella, illimity o Widiba. In questo caso, anche per motivi di visibilità e strategia per accaparrarsi maggiori fette di mercato, gli interessi attivi potrebbero essere un pò più alti ma è necessario valutare caso per caso.

Resta però inteso che il rendimento del conto corrente non viene scelto in funzione della sua rimuneratività che, con gli attuali tassi della BCE, è nella maggior parte dei casi pari a zero. Non può essere considerato un investimento, se non in determinate e rare eccezioni come il parcheggiare il denaro per un brevissimo spazio di tempo a causa di una spesa futura già programmata.

Un conto corrente si preferisce agli altri per la sua offerta a livello di servizi, per le spese contenute; non sono rari i casi in cui equivalgono a zero, per la comodità di fruizione, per la presenza o meno del servizio di internet banking che permette al cliente di operare ovunque e in qualsiasi momento della giornata. Parliamo in questo caso di conti correnti a zero spese.

Se proprio si vuole utilizzare questo canale come strumento remunerativo della propria liquidità, è allora preferibile servirsi di un conto deposito che coniughi sicurezza delle somme versate a rendimento.

Considera anche le spese

Quando si parla di rendimento dei conti correnti non bisogna mai dimenticare di sottrarre le spese previste per il mantenimento del conto stesso.

Dovrai infatti considerare il canone di tenuta e gestione del conto, anche se esistono tuttavia molti conti correnti a zero spese. Tuttavia anche per questi ultimi ci saranno dei costi su diversi servizi accessori. Non dimenticare poi la tassazione sul conto corrente e l’imposta di bollo che va pagata quando i depositi superano i 5000 euro all’anno.

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