Cessione del quinto non pagata dal datore: cosa fare?

Una cessione del quinto non pagata dal datore di lavoro a quali conseguenze porta?

La banca che ti ha concesso il prestito potrà rivalersi sul dipendente oppure sul datore? Di chi sarà la responsabilità?

A queste ed tantissime altre domande, troverai un risposta nei prossimi paragrafi.

Cessione del quinto dello stipendio: il datore è obbligato al versamento?

Il datore di lavoro è obbligato al versamento della somma pattuita a titolo di cessione del quinto, detraendola dal tuo salario mensile.

Ciò significa che non ha la possibilità di opporsi alla richiesta di una cessione del quinto, nel senso che non può rifiutare il versamento.

Viceversa, se le rate concordate con la finanziaria arrivano ad un importo pari o superiore al 50 per cento dello stipendio netto, il datore di lavoro ha la possibilità di rifiutare.

Gli obblighi del datore di lavoro

Tra gli altri obblighi del datore di lavoro vi è quello di rilasciare alla società finanziaria una dichiarazione attestante la retribuzione mensile media del dipendente che ha fatto richiesta di finanziamento.

Inoltre, il datore di lavoro dovrà fornire informazioni in merito al TFR maturato dall’impiegato, nonché i dati che riguardano le trattenute previdenziali, assistenziali e fiscali.

Infine, è suo obbligo offrire una stima della situazione dell’impresa, così da evidenziare la possibilità che il dipendente perda il posto di lavoro (e il reddito da cui dipende il rimborso del finanziamento).

In alternativa, ha la possibilità di adempiere a questi obblighi informativi presentando all’istituto di credito un attestato di servizio, all’interno del quale devono essere riportate le notizie concernenti il contratto del lavoratore che beneficerà del finanziamento.

L’unica caso in cui il datore di lavoro può rifiutarsi di pagare la cessione del quinto per tuo conto è in presenza di un doppio quinto o prestito delega.

Cessione del quinto non pagata dal datore: come comportarsi

datore di lavoro che non paga la cessione del quinto

Nei casi di cessione del quinto non pagata dal datore di lavoro, si configura sia una responsabilità civile che una responsabilità penale del datore di lavoro.

La prima cosa da fare per il dipendente è senz’altro quella di chiedere chiarimenti al datore di lavoro, onde evidenziare e risolvere tempestivamente un possibile disguido.

Se i chiarimenti tardano ad arrivare, è bene che tu comunichi in prima persona alla banca o all’istituto finanziario che hai subito la trattenuta in busta paga, allegando una copia della medesima con la somma decurtata.

In questo modo, il creditore del rimborso capirà che il mancato pagamento non è dipeso da te.

L’avvenuta trattenuta in busta paga, comporta la completa liberazione del dipendente dalla responsabilità da inadempimento.

Responsabilità che, invece, graverà unicamente sul datore di lavoro.

Infatti, una volta compreso che l’insolvenza è dovuta ad inerzia del titolare dell’impresa, sarà quest’ultimo ad essere escusso per il pagamento degli importi dovuti.

Il datore di lavoro può rifiutare di pagare la cessione del quinto?

Cosa diversa accade quando si rientra nella specifica ipotesi in cui il datore di lavoro ha il diritto di rifiutare l’adesione alla cessione del quinto.

Se la rata mensile concordata è pari o superiore alla metà della retribuzione, infatti, ha il diritto di rifiutare.

Infine, la legge ha stabilito che i datori di lavoro (siano essi enti pubblici statali che aziende private) sono obbligati ad accettare le diverse istanze di cessione del quinto avanzate dal lavoratore dipendente.

Tuttavia, per ripagare questo onere, è stato previsto che in ipotesi di insolvenza dovuta a circostanza del lavoratore (come, ad esempio, sopravvenuta impossibilità di far fronte alle rate del prestito a causa di licenziamento, disoccupazione o dimissioni del beneficiario), la relativa responsabilità per insolvenza non grava sull’impresa.

Le responsabilità del datore di lavoro

responsabilità datore cessione del quinto

In presenza di una cessione del quinto non pagata e della relativa trattenuto sullo stipendio, l’istituto creditore potrà direttamente rivalersi sul datore di lavoro delle somme dovute e non versate.

Lo stesso può accadere qualora il versamento sia avvenuto ma in ritardo.

Anche in questo caso, la banca o la finanziaria non potranno pretendere alcunché dal dipendente, sempre che questi abbia dimostrato, fornendo copia della busta paga, l’assenza di imputabilità dell’inadempimento.

Questo aspetto è molto importante anche in vista di un potenziale giudizio in tribunale.

Infatti, è possibile che la banca citi il dipendente per il mancato pagamento delle rate del prestito.

Se questi dimostra che la responsabilità di una cessione del quinto non pagata dipende unicamente da colpa del datore di lavoro, avrà la possibilità di essere estromesso dal giudizio.

Un’ulteriore forma di responsabilità può verificarsi in caso di estinzione anticipata della cessione del quinto.

In questa ipotesi, può capitare che tu abbia fatto la richiesta del conteggio estintivo e sia venuto a conoscenza del fatto che la situazione di rimborso non è regolare.

A questo punto, non ti resterà altro che citare in giudizio il datore di lavoro per ottenere il rimborso delle somme rimaste insolute.

Infine, è bene precisare che in caso di cessione del quinto non pagata dal datore di lavoro si possono configurare anche gli estremi di un illecito penale.

La condotta del datore di lavoro volta a distogliere le somme (che sono e restano del dipendente) dalle finalità proprie della cessione del quinto, configura un’appropriazione indebita che può essere contestata con apposita querela.

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